TERNI – La legalità come condizione per crescere, investire e competere. È questo il filo conduttore dell’incontro «LEGALITÀ che crea valore», ospitato ieri nella sede di Confartigianato Imprese Terni, che ha riunito allo stesso tavolo rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine e del mondo imprenditoriale. Un confronto dedicato soprattutto alle imprese e agli strumenti disponibili per prevenire le infiltrazioni criminali, contrastare l’illegalità economica e tutelare quelle attività che operano quotidianamente nel rispetto delle regole. Un tema che riguarda direttamente la qualità del mercato e la competitività del territorio, perché la concorrenza sleale e la presenza della criminalità nell’economia finiscono per penalizzare proprio le aziende che rispettano norme e obblighi. All’iniziativa hanno partecipato il direttore Politiche Economiche di Confartigianato Imprese, il presidente e il segretario di Confartigianato Imprese Terni, i vertici provinciali delle forze di polizia, il prefetto di Terni e il direttore della Struttura per la prevenzione antimafia. A chiudere i lavori è stato il sottosegretario di Stato all’Interno, Emanuele Prisco. Nel corso dell’incontro è stato inoltre presentato il Protocollo di Legalità sottoscritto tra il Ministero dell’Interno e Confartigianato Imprese, al quale ha aderito anche Confartigianato Imprese Terni. L’intesa, che trova il proprio fondamento nell’articolo 83-bis del Codice Antimafia, introduce uno strumento di controllo che punta a rafforzare la trasparenza anche nei rapporti tra privati e lungo le filiere dei fornitori.
Attraverso la Prefettura, Confartigianato può infatti accedere alla Banca Dati Nazionale Unica per la documentazione antimafia (BDNA), estendendo così il sistema delle verifiche anche alle relazioni economiche tra imprese. Un meccanismo pensato per aumentare la sicurezza e ridurre il rischio che fenomeni criminali possano infiltrarsi nei circuiti economici. Il messaggio emerso dall’incontro è quindi chiaro: legalità e sviluppo non sono due obiettivi contrapposti. Al contrario, un’economia trasparente rappresenta una delle condizioni necessarie per creare un ambiente favorevole agli investimenti e alla crescita delle imprese. «La legalità non è incompatibile alla crescita, ma la prima e fondamentale condizione per uno sviluppo duraturo, sano e competitivo dei nostri territori», ha sottolineato il sottosegretario Emanuele Prisco, evidenziando l’importanza di una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni e sistema produttivo. Per Prisco, «fare, fare presto e fare bene», anche attraverso le semplificazioni introdotte, ad esempio, con la Zona Economica Speciale, significa costruire un rapporto più forte tra pubblico e privato, capace di garantire sicurezza, fiducia e condizioni favorevoli agli investimenti. L’incontro di Terni ha dunque ribadito una prospettiva precisa: contrastare l’illegalità non significa soltanto difendere il rispetto delle regole, ma anche proteggere il tessuto produttivo e creare le condizioni perché le imprese possano competere ad armi pari. Una legalità che, in questo senso, diventa anche valore economico e fattore di sviluppo per il territorio.


