Scusate l’anticipo/ Calenda infierisce su Proietti, ma Azione si tiene le poltrone. La Schlein adotta il modello Perugia-Umbria per le elezioni nazionali
Al centro la tempesta si placa prima ancora di iniziare. Invece la novità arriva da sinistra, toccherà al centrodestra studiare la coalizione che ha conquistato il Comune del capoluogo e Regione per prepararsi alle Politiche
Ecco una speciale puntata di “Scusate l’anticipo”, per tornare sulle dichiarazioni di Carlo Calenda, leader di Azione che ha lanciato un missile contro la giunta del campo largo guidata da Stefania Proietti, in un incontro a Terni, del quale ha dato conto, sempre solitaria, Umbria7. Maggior successo hanno avuto le stesse dichiarazioni dopo un paio di giorni, quando un giornale locale (Corriere dell’Umbria) ha confermato, con grandi caratteri, che “la giunta Proietti è un disastro” e che Azione “mai avrebbe aderito al Campo largo”.
Sono finalmente arrivate le risposte di leader azionisti umbri. Pare di aver letto da qualche parte che Azione Umbria è stata critica con la scelta delle tasse della giunta regionale. Deve averlo detto tra un sorso di tè e l’altro, in qualche salottino marginale. Nessuno se n’è accorto. Il risultato invece è certo: la Proietti è andata avanti a tutto gas sulle tasse, condannando al massimo della pena il ceto medio dell’Umbria (32 mila oneste famiglie). Neanche il tempo di finire il tè.
Si è letto anche da qualche parte che leader azionisti umbri si opporrebbero eroicamente se Calenda andasse in coalizione con Giorgia Meloni. Ipotesi già esclusa. E se Azione andasse con Schlein? Tranquilli, non cambierebbe il finale: i leader di Azione si tengono le poltrone.
La domenica politica però aggiunge un caffè al dibattito: la segretaria del Pd, Schlein, ha annunciato che la coalizione di centrosinistra “vince se sta a sinistra”. E’ il modello Perugia-Umbria che, così, diventa modello nazionale. Da oggi per tutti è necessario studiarlo. Soprattutto dalle parti del centrodestra.
Ci torneremo, ma intanto ne chiariamo i punti principali sui quali si costrusice la coalizione: si parte dalla sinistra radicale, con qualche pugno chiuso e slogan antifascista, al fine di riportare a votare gli stanchi e gli svogliati di sinistra dura e pura a votare. Poi si aggiunge un mix di modelli di amministrazione del “neo-socialismo reale”, di successo in diverse città del mondo ad alto tasso di immigrazione. Un revival di idee ottocentesche ma che viene buono come novità. Da ultimo si aggiungono al convoglio i vagoncini del centro del vecchio centrosinistra, con una proposta politicamente un po’ rudimentale ma efficace: se ci state, con voi vinciamo e dopo un posto c’è per tutti.
Conclusione: il campo largo diventa larghissimo (o Patto Avanti) e uno strapuntino non lo si nega a nessuno, procedendo su rotaie di sinistra, anche radicale. Sta all’abilità di chi conduce il treno di non offendere i centristi più sensibili. I quali però – garantito – non lo molleranno. E il modello Perugia-Umbria è servito: pronto per vincere la campagna elettorale nazionale. Con un solo punto debole: le repliche di solito sono sempre più a rischio rispetto alla “prima”.