Stroncone si prepara a celebrare le eccellenze enogastronomiche del territorio con “Pane e Olio 2026 – Borgo in Gusto”, l’iniziativa in programma dal 3 al 25 ottobre nel borgo umbro. L’evento è promosso dal Comune di Stroncone, attraverso l’Assessorato alla Scuola, Cultura e Turismo, in collaborazione con la Pro Loco di Stroncone, e punta a valorizzare le produzioni locali, le tradizioni e il patrimonio culturale del territorio, con particolare attenzione all’olio extravergine d’oliva. Al centro della manifestazione c’è uno dei prodotti simbolo dell’Umbria: l’olio, espressione di una cultura agricola profondamente radicata nella storia e nell’identità delle comunità locali. Il binomio con il pane, alimento essenziale della tradizione gastronomica italiana, diventa così l’occasione per riscoprire sapori autentici e promuovere le produzioni di qualità. La manifestazione si inserisce nel percorso di valorizzazione delle eccellenze umbre, mettendo in relazione enogastronomia, cultura e turismo. Un’opportunità per far conoscere Stroncone anche attraverso le sue tradizioni, coinvolgendo visitatori e appassionati alla scoperta del borgo e delle sue peculiarità.
Anche il sindaco di Stroncone Giuseppe Malvetani ci tiene a commentare questo evento e afferma che: «È una tradizione che si rinnova anno dopo anno grazie alla collaborazione delle associazioni e dei volontari del territorio, il cui impegno è fondamentale per la riuscita della manifestazione. La novità di quest’anno è la bruschetta mista da cento metri, un’iniziativa con cui vogliamo guardare al futuro e porre le basi per tentare, nei prossimi anni, di battere il record mondiale della bruschetta più lunga». Prosegue: «Questa manifestazione rappresenta anche un’importante occasione per valorizzare i prodotti tipici del nostro territorio, a partire dall’olio extravergine di oliva, espressione della nostra tradizione agricola e delle eccellenze locali. È un modo per promuovere le nostre produzioni, sostenere il lavoro delle aziende e dei frantoi e rafforzare il legame tra le nostre comunità e le tradizioni che ci contraddistinguono», conclude Malvetani.



