Il retroscena/ Nomine negli ospedali: il rettore tira dritto, per Proietti prosegue il periodo no. Dopo Perugia, a Terni si potrebbe chiudere il cerchio con Rondelli e Olivia Morelli

Il tosto Marianelli sabato ha dato un taglio alle inutili discussioni e fatto valere le sue prerogative nominando Costa, Vannucci, Ingrosso definitivi e solo Cochetti e Rinonapoli facenti funzioni. La presidente, dopo la legge sul fine vita e l'”incidente” con il Papa, si trova ad affrontare accuse di “inaffidabilità”

di Marco Brunacci

PERUGIA – Dopo l’anteprima di Umbria7 sui 5 nuovi apicali dell’ospedale di Perugia, prima di dare uno sguardo su Terni, ecco il retroscena. Venerdì c’è stata una riunione agitata, ma il clima è rimasto teso anche il sabato. E la domenica non è migliorato. Ricostruiamo: le nomine di apicali nelle 5 direzioni vacanti di Dipartimenti universitari dell’Azienda ospedale di Perugia spettano all’Università e al suo rettore. E figuratevi se il tosto Marianelli si fa condizionare.
Parla, discute, con il tono piano che è il suo modo di stare al mondo, preferisce condividere e confrontarsi, ma se qualcuno dei suoi interlocutori prende la disponibilità per debolezza lo vedi che cambia fisionomia.
Lui tace, secondo il costume che si è imposto, e non ci tiri fuori un ragno dal buco. Per cui, per capire quel che è successo, compresi i movimenti del rettore, bisogna ricorrere a poco meno di una decina di fonti affidabili. Conclusione dell’indagine: dopo aver conversato e condiviso percorsi e spiegazioni, a un certo punto di sabato il rettore Marianelli ha
cambiato tono, ha convocato il direttore generale dell’Azienda ospedale di Perugia D’Urso, lo ha fatto tornare in ufficio di sabato quasi notte per firmare le 5 nomine, tre definitive, e solo due di facenti funzioni, anche in relazione alla giovane età dei due ultimi prescelti.
Lo ha fatto dopo aver concluso – questo pare di capire dalle fonti consultate – che la discussione con la presidente della Giunta regionale e assessora alla sanità Proietti era stata più che sufficiente. E basta confondere cortesia per condiscendenza. Se questo vale per Proietti, tanto più per la direttrice regionale della sanità, Donetti.
A quel che dicono, Donetti, in versione U-boot, avrebbe approfittato del confronto per lanciare qualche siluro qui e là alle proposte del rettore. Risultato? Un evidente fastidio da parte del Supremo Ermellino, di cui tener conto anche in vista di future scelte. La decisione di dare un taglio al confronto con Proietti sarebbe avvenuta nel momento in cui la presidente-assessora insisteva nel far nominare tutti e 5 i docenti come facenti funzioni alla direzione dei Dipartimenti.
Se la ricostruzione regge, sarebbe stato in quel momento che Marianelli ha deciso di far valere le sue prerogative. Ecco allora la Costa a Neurologia, Vanucci a Chirurgia toracica e Ingrosso a Radiologia. Con Cochetti e Rinonapoli facenti funzione, rispettivamente a Urologia e a Ortopedia-Traumatologia. Con relative delusioni per gli esclusi. Un po’ più di amarezza per Di Filippo e Zucchi.
E’ facile immaginare che le tensioni di questi giorni avranno ripercussioni anche sulle due direzioni di Terni da ricoprire. Le indiscrezioni dicevano che la scelta si stava orientando sul giovane talento di Fabio Rondelli per la Chirurgia  e sulla riconosciuta professionalità di Olivia Morelli per Gastroenterologia.
Ma questo è solo nella mente del rettore. Però se è vero che ha deciso – sempre che sia vero -, sarà impossibile fargli cambiare idea. Una nota a margine. Per la presidente Proietti il periodo buio prosegue. E’ iniziato il 22 ottobre con la vicenda della legge sul suicido medicalmente assistito, approvata dalla Regione Umbria contro ogni pronunciamento della Chiesa cattolica, con un gioco delle “tre carte” da parte delle tre più cattoliche componenti della maggioranza (la Proietti presidente, la Proietti consigliera e la Tagliaferri), proprio 4 giorni prima della visita del Papa ad Assisi. Una sorta di affronto al Papa, che non è stato preso affatto bene, come riferito da
Umbria7, oltre che dai vescovi umbri anche dagli ambienti vaticani. Aumenta il numero di coloro che definiscono “inaffidabile” la presidente Proietti, con esponenti cattolici che addirittura non sono convinti che sia in grado di giungere fino al termine del mandato.

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