di Marco Brunacci
PERUGIA – A sentire in giro, tra addetti ai lavori, cooperative in primis, la determina del 16 ottobre, fondamento per far partire una gara monstre da 200 milioni, potrebbe trasformarsi in una bomba.
Si dice di possibilità di errori, contraddizioni, perfino linee guida disattese.
Tutto va guardato bene e sottoposto a verifica, ma se non arrivano chiarimenti, specifiche, definizioni del quadro complessivo come dei particolari, servizi decisivi per i cittadini umbri diventano a rischio.
Parliamo, tanto per intenderci, di assistenza a persone con disabilità e ambiti delicatissimi di questo genere.
Fino a poco tempo fa, erano segnalati ritardi e incertezze.
Da quando c’è il testo del 16 ottobre, tutto è cambiato.
Ci sono – come chiaro – profili tecnici, che vanno per lo meno approfonditi. Se ci fossero gli errori temuti, allora correre ai ripari diventerebbe un’urgenza assoluta.
Ma non sfuggirà che ci sono anche profili politici con relative responsabilità: la gestione della sanità regionale mostra di far acqua da tutte le parti. Un colpo di timone sta diventando un’esigenza non rinviabile per ritrovare una qualunque rotta che abbia un senso.


