DI MARCO BRUNACCI
PERUGIA – Scocozza contro Asdrubali, in ordine di preferenze, almeno al momento. Praticamente un derby, con la Comunità di Sant’Egidio che è tutto in tutti. Ma ora non vi perdete i passaggi dell’avvincente duello per il rettorato dell’Università per Stranieri di Perugia. Fino a qualche mese fa, era tutto scritto. Adesso si freme, si tifa, non puoi esser certo più di niente.
Ma quel che sorprende gli osservatori esterni come Umbria7 è che qui si gioca un derby – e va bene – , che ci sono simpatie e antipatie come è giusto che sia ma ancora più profonde e anche un po’ feroci essendo un’istituzione culturale, che c’è pure la corsa ad accaparrarsi un endorsement del rettore uscente De Cesaris, il quale dice che non lo farà, ma comunque non sarà decisivo, ma – ecco il punto – che ci siano due prospettive programmatiche diverse questo non si sospettava.
Umbria7 rivela – almeno a chi non lo sa – che il professor Asdrubali non è per nulla un ingegnere venuto per sbaglio in una facoltà tutta umanistica. Ha piuttosto idee di cambiare focus (magari un po’ inopinatamente) alle prestigiose tradizioni di palazzo Gallenga. La professoressa Giovanna Scocozza, invece, come si deve delle strategie dei maxi velieri dell’American cup, pensa di vincere scegliendo la tattica conservativa.
L’una e l’altra ipotesi hanno lati positivi e lati negativi. Lati positivi della scelta ingegneristica di Asdrubali? Che apre prospettive, quanto praticabili però non si sa. Lati negativi?
Figuratevi quanto sono contenti all’Università italiana quelli che per mestiere fanno ingegneria dell’arrivo di una novità di questo genere e, anzi, è ragionevole che pensino già a tutti i modi di come far rimbalzare uno da fuori che viene a saltargli sui calli.
Lato positivo della scelta conservativa di Cocozza? Proporre Unistra per quello che sa fare ha dei vantaggi evidenti. Il tosto rettore Marianelli, che è umanista dell’Università italiana, più volte e in più occasioni, ha spiegato che c’è un divario tra le due istituzioni culturali tanto evidente da non dover essere sottolineato, ma proprio da questo gap nasce la possibilità di una cooperazione perfino proficua. Vivere i prossimi anni in un’età di “pax marianelliana” non sarà l’Arcadia, ma potrebbe aiutare tutti a crescere. Lato negativo?
L’irrilevanza. Ma perchè così, oggi come oggi, Unistra conta qualcosa e può pensare di andare avanti per forza d’inerzia?


