Terni, sfiducia sì, sfiducia no: la politica nella terra dei cachi

La mozione contro Bandecchi resta lontana dai 17 voti necessari. I quattro dissidenti divisi, Ferranti e Orsini ancora decisivi. Ma la vera partita si giocherà sul bilancio comunale.

VE.RO.

TERNI- Imperversano gli incontri e i confronti sulla mozione di sfiducia al Sindaco di Terni, che si sente sempre più forte nonostante una maggioranza/minoranza a suo sostegno di soli 14 consiglieri che, insieme a lui, fa 15 su 33.
Il problema è però un altro: ad oggi i firmatari dovrebbero essere 12, sui 13 necessari e si sta attendendo la riunione dei 4 dissidenti del gruppo Con Terni che, entro domani, scioglieranno la riserva.
Dal “cerchio magico” del Sindaco escono indiscrezioni circa una spaccatura interna ai 4 dell’Oca Selvaggia, e cioè che Sterlini e Severoni sono oltranzisti nei confronti del primo cittadino e pronti a sottoscrivere la sfiducia, Colasanti e’ in una fase di riflessione mentre la Mengaroni si sarebbe riavvicinata a Bandecchi dopo un incontro avvenuto in Provincia nella settimana scorsa dove il “Pres” è stato “molto persuasivo” con la consigliera comunale e provinciale toccando “argomenti” a cui la stessa è sembrata essere “sensibile”.
Tra l’altro non si deve dimenticare che in Provincia la Mengaroni è ancora nel gruppo di Alternativa Popolare: insomma una situazione del tipo Ferranti bis.
Insomma si dovrebbe approdare alle 14 firme sulla mozione di sfiducia ma arrivare a 17 sembra utopistico: Ferranti e Orsini, con delle motivazioni ad hoc si asterranno sulla mozione, confermando il loro ruolo di “stampelle part time”, a quel punto il voto della Mengaroni e di Colasanti diventeranno irrilevanti ai fini del raggiungimento di quota 17, numero necessario secondo il Tuel per sfiduciare il Sindaco.
Diverso è il discorso sul bilancio che ha necessità di essere approvato dalla maggioranza e che, necessariamente, avrà bisogno di una trasformazione in “full time”
da parte di Orsini e Ferranti.
D’altra parte Ferranti dalla sua bacheca sta già scrivendo che “punta” all’abbassamento delle tasse, alla sistemazione delle buche e al miglioramento dei servizi (chiarendo gli argomenti che secondo lui “nell’interesse della città” potrebbero spingerlo a “sacrificarsi” per approvare il bilancio), mentre Orsini elaborerà un altra piroetta politica per sostenere Bandecchi con un voto positivo o una astensione tattica: non è sfuggita a nessuno una recente intervista televisiva dove sul bilancio, nonostante l’insistenza del giornalista, non ha risposto su cosa fara’ in ordine all’approvazione del documento contabile del Comune.
Secondo noi Bandecchi può dormire sonni tranquilli fino alla scadenza naturale della consiliatura a meno che nella sua ristretta cerchia di consiglieri non ci sia qualche altra defezione che riteniamo improbabile per una serie di  “motivazioni e sensibilità” che, magari, nei prossimi giorni andremo a svelare.
Infine, da registrare che la bocciatura definitiva del progetto Stadio/Clinica da parte di ANAC, nel gruppo di AP non ha avuto reazioni, nemmeno da parte dei “consiglieri ultras” che, grazie all’elezione del 2023, si sono collocati in una comfort zone che li vede impegnati tra Consiglio, famiglia e lavoro.

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