Per Bandecchi i comunali costano troppo ma il direttore generale troppo poco

Il sindaco vuole mandare a casa 200 dipendenti ma intanto alza lo stipendio del dg a 220 mila euro annui

TERNI – Sui costi del personale comunale la calcolatrice del sindaco Bandecchi ha idee tutte sue. Come è nello stile del personaggio. Nelle scorse settimane il sindaco ha fatto clamore con le sue dichiarazioni: 600 dipendenti comunali sono troppi, ne bastano 400. Duecento possono rimanere anche a casa o meglio non saranno rimpiazzati quando andranno in pensione. A nulla sono valse le rassicurazioni dei sindacati che unitariamente hanno fatto notare che la spesa del personale in bilancio è ampiamente sotto i parametri di sicurezza e che appena dieci anni fa i dipendenti comunali erano più di 900 e quindi c’è stata già una cospicua riduzione. Ma Bandecchi non ha sentito ragioni. Ha detto di voler andare avanti con le forbici. Il sindaco vuole reperire, nell’ambito del bilancio, capacità di indebitamento per destinare risorse per ammortizzare i mega mutui per la bitumatura delle strade.
Il sindaco per quanto riguarda il personale apre i cordoni della spesa solo per lo stipendio del direttore generale. Fino a ieri Claudio Carbone guadagnava 200 mila euro l’anno. Bandecchi ha portato in giunta giovedì una delibera per portare lo stipendio del mega dirigente a 220 mila euro. Una cifra che pone il dg del comune di Terni tra i dirigenti pubblici più pagati. Un “ritocco” che ha suscitato qualche perplessità nella segretaria generale del Comune Iole Tommassini: “C’è la necessità di considerare tutte le componenti retributive, inclusi i compensi per incarichi dirigenziali ad interim e gli incentivi connessi alle attività tributarie, nonché di verificarne la compatibilità con il limite retributivo applicabile”. Parole che lasciano intendere che a conti fatti, alla fine dell’anno, il Cud del mega dg non si fermi neanche a 220 mila euro

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