«Più servizi, meno chiusure di sportelli e riduzioni di personale: non pretendiamo l’impossibile»
di Isabella Caporaletti ed Elena Farina*
(riceviamo e pubblichiamo)
SPOLETO (Perugia) – In continuità con il presidio del 28 marzo davanti al Banco di Desio e della Brianza, anche in Bps siamo costretti a scendere in piazza con un’azione forte per chiedere che si apra subito un confronto.
A partire dal mese di luglio la Banca Popolare di Spoleto perderà definitivamente la sua identità giuridica a causa della programmata fusione per incorporazione.
Siamo seriamente preoccupate per i colleghi della direzione generale e per la possibile perdita di numerosi posti di lavoro in Umbria e nella città di Spoleto. Inoltre, all’interno del gruppo Banco Desio il contratto integrativo è scaduto da 12 anni, pur in presenza di risultati positivi negli anni precedenti conseguiti con l’impegno dei lavoratori; l’azienda è unica nel sistema a non aver rinnovato il contratto aziendale.
A tutto ciò si aggiungono relazioni sindacali giudicate non all’altezza e minate da una gestione paternalistica e antistorica. Noi chiediamo che la Banca risponda al velocissimo sviluppo tecnologico aumentando i servizi e non, come sta facendo, chiudendo sportelli e riducendo il personale. Non pretendiamo l’impossibile, ma che si apra da subito un confronto serio.


