E una promessa: «Tra due anni il “Pindi Pondi” negli stadi»
un contributo di Gabriele Ripandelli
Natura, amore e coinvolgimento del pubblico. Simone Ceccanti e Fabio Cipollini, in arte Cecco e Cipo, sono due giovani cantautori toscani. Partire da un paesino come Vinci e diventare artisti, all’ombra del grande Leonardo, sicuramente non è una cosa facile. Il duo, invece, è riuscito a conquistare sempre più pubblico, in un percorso che li vede tutt’ora in continua crescita. Sicuramente la partecipazione alle audition di Xfactor nel 2015 (nonostante il no di Morgan) gli ha dato una grande spinta trasformando la loro passione in lavoro.
Incontrandoli però a Tuoro sul Trasimeno, in occasione di una delle serate del ferragosto torreggiano, il palio del paese in provincia di Perugia, si capisce il loro punto di forza. Cecco e Cipo sono rimasti Simone e Fabio, due ragazzi tranquilli, con la voglia di divertirsi e far divertire. Nelle canzoni raccontano la loro quotidianità alla “cecco e cipo”, in modo allegro e semplice, nella quale si ritrovano molti dei loro fan. Parlandoci durante le prove o nel post concerto in un bar del centro storico, capisci che sono proprio come sul palco.
Cipo è un animale da intrattenimento, che coinvolge il pubblico, non conosce timidezza e vuole divertirsi come un “pazzo”. Cecco è più introspettivo, chiuso in sé e ti porta ad andare tu a scoprire lui. Al centro della loro musica ci sta l’amore: perfetto per la cornice di Tuoro, con la manifestazione che dal 29 luglio al 15 agosto attira la gente con cene, rievocazioni storiche, dj set e concerti.
Siete stati più volte in Umbria, per vita privata e per concerti. C’è qualcosa in particolare che vi ha colpito dell’Umbria e degli umbri?
Cipo – “Si è suonato un po’ di volte a Perugia. Siamo venuti con il primo tour, il vacca boia, 4 o 5 anni fa. Prima ancora eravamo venuti in un locale piccolino, molto carino di cui non ricordo il nome ma mi ricordo le scalette. Un’altra volta sempre a Perugia, si venne con la multipla e si andò a chiamare la gente per venire giù. La data più importante forse l’abbiamo fatta al 110 proprio per il vacca boia tour. Si veniva da un po’ di date attaccate e quel concerto lì è stato molto bello perché c’era il locale strapieno. Saranno state 700 persone. Si era più magri e più grintosi. Mi ricordo poi si andò a mangiare. Ho un bel ricordo.
Cecco – L’Umbria in generale è sempre stata bella. Noi ci siamo sempre trovati bene con i nostri seguaci umbri e speriamo di poter dire lo stesso anche stasera.
Cipo – Una location molto particolare, elegante, di stile per un ottimo concerto di cecco e cipo direi.
Siete un contenitore di vari generi. Navigando su internet c’è chi si diverte ad etichettarvi nei modi più disparati: folk, pop, rock, indie. Cosa vuol dire suonare musica alla “cecco e cipo”?
Cipo – Questa è una domanda che ci si fa ancora noi tutti i giorni perché non si è mai capito in realtà. Forse è un bene o forse è un male. Di sicuro è originale
Cecco – Non sappiamo come etichettarci, non sappiamo che genere di musica facciamo e forse dovremmo inventarlo noi un genere.
Cipo – In realtà lo avevamo inventato una volta. Il pindi pondi è il nome del genere di Cecco e Cipo. (Non chiedeteci cosa vuol dire perché non vuol dire nulla). Ma è il nome del nostro genere e lo faremo solo noi
Tra poco andrà in onda l’edizione 2019 di XFactor. Voi 5 anni fa avete ottenuto un grande successo alle audizioni nonostante il no di Morgan. Due anni dopo, nel 2016, avete vinto lo strafactor. Quanto vi hanno cambiato queste due esperienze?
Cecco – La prima volta ci ha cambiato radicalmente la vita perché ci ha permesso di fare un’esperienza incredibile. Eravamo molto richiesti, abbiamo iniziato a suonare dappertutto in tutta Italia. Abbiamo fatto tantissimi concerti, accumulato un sacco di esperienze e ci ha fatto bene.
Cipo – Per fortuna stiamo continuando a girare l’Italia ancora oggi. XFactor ci ha dato una bella botta soprattutto perché ha fatto diventare questa nostra passione il nostro unico lavoro. Siamo molto contenti e soddisfatti. Sicuramente ci ha aperto tantissime porte. Ora ovviamente la strada è lunga e stiamo crescendo piano piano. Siamo appena ripartiti perché veniamo da una pausa piuttosto lunghetta. È uscito un disco a marzo, adesso ci facciamo l’estivo e poi faremo anche l’invernale. Strafactor è stata una cosa più divertente, scherzosa, buttata lì. Però è andata a lieto fine perché abbiamo vinto questo concorso e ha smosso un sacco di cose. Eravamo in tour quel periodo e ha fatto sì che il tour andasse bene poi per tutto l’inverno.
Nella vostra musica come tema generale regna l’“amore” e l’ultimo album “straordinario” esalta ancora di più questa caratteristica. È stata una scelta ragionata? Che rapporto avete con questo argomento?
Cecco – L’amore è un argomento che è sempre stato trattato nei nostri dischi. Nell’ultimo in particolare, come hai detto te, è venuto particolarmente fuori. Ma non c’è stata una scelta. Noi abbiamo semplicemente selezionato i brani tra quelli che avevamo in cantiere ed abbiamo registrato quelli che ci sembravano più coesi tra loro.
Cipo – Spesso la gente da Cecco e Cipo si aspetta anche canzoni non d’amore, anzi soprattutto. Però questo disco è venuto così. Per fortuna sta piacendo molto, quindi siamo soddisfatti. Poi parliamo di amore, ma cerchiamo di farlo sempre a modo nostro. Cerchiamo di non raccontarlo come fanno tutti. Si cerca di essere più noi possibile, con le nostre paroline e le nostre caratteristiche. È venuto un disco d’amore, il prossimo magari sarà di guerra.
Sulla vita social e sul palco sembrate due persone molto solari, sempre con la battuta pronta. Come sono Cecco e Cipo nella vita quotidiana?
Cipo – Credo che la nostra piccola forza sia quella di essere semplicemente noi stessi. Noi non nascondiamo o recitiamo. La gente come ci vede sul palco, ci vede anche sotto. Poi in realtà siamo tutti pieni di paranoie da quando siamo nati e potremmo vivercela meglio. Sui social cerchiamo di riproporre solamente la nostra realtà, quello che facciamo nel quotidiano. Ci sono anche molte scene imbarazzanti, schifose e stupide della nostra band che riprendiamo spesso. Però ci piace così perché la gente ci conosce così e vuole questo di noi.
Cecco – Ogni volta che andiamo in giro c’è sempre qualcosa di nuovo ed impari sempre a conoscere di più l’altro.
Cipo – Siamo due persone molto diverse. Siamo insieme da una vita, ma siamo due persone molto diverse. Lui è molto più chiuso, più timido. Io sono molto più stupido ma aperto. Forse è per questo che stiamo insieme, Se lui fosse come me probabilmente a quest’ora saremmo morti.
Dato che è passata da poco la notte di San Lorenzo, se questa sera dal palco doveste vedere una stella cadente cosa esprimereste per la vostra carriera?
Cipo – Di fare gli stadi. Non il prossimo anno, ma tra due
Cecco – Volevo dire anche io di fare lo stadio. Forse non siamo così diversi.






