L’Umbria pronta a riaprire le sagre a metà luglio

L’assessore Fioroni: «Riunione in settimana»

PERUGIA – L’Umbria “bella e sicura” riesce anche a far ripartire le sagre? La regione che alla fine ha convinto anche il micidiale indice di contagio Rt (nell’ultimo rilevamento siamo i migliori, a zero, ma resta una gran buffa statistica) di essere a un passo dal Covid free?

Sembra davvero deciso: l’assessore Michele Fioroni, che ha la questione sagre nel bouquet dello sviluppo economico, non vuole mai sbilanciarsi. Però deve ammettere: «Abbiamo organizzato una riunione con tutti i soggetti interessati per la prossima settimana, e in quella sede decideremo». E poi si lascia andare a un «non dico altro perché sono abituato a comunicare le cose quando sono decise, niente effetti annuncio», ai microfoni di Tef Channel.
L’annuncio in realtà sta nelle cose: facendo due conti, è possibile che fin da metà di luglio, forse qualche giorno prima, si riparta. Come ovvio questo potrà succedere nei borghi dove ci sono spazi adatti per un distanziamento sociale ragionevole, con strutture – anche cucine – con percorsi in entrata e in uscita e con rigorose file a un metro di distanza, senza assembramenti incontrollati, con la musica di sicuro ma col ballo tutto da vedere (il liscio lo hanno salvato in Romagna, qui si è nel pieno del dibattito).
Michele Fioroni, con tutta la Giunta, si sono convinti a prendere qualche rischio calcolato – ma facendo rispettare regole ferree – subito dopo aver preso atto del giro d’affari e di gente coinvolta, che in Umbria è impressionante.
Nel mentre, con l’altra mano, cercano di limitare i danni ai ristoratori che un conto così salato hanno pagato alla crisi del Covid. E che non ballano di gioia quando sentono parlare di sagre.

M.Br.

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