POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | L’ultimo sondaggio, ecco le cifre: il centrosinistra ha dilapidato un patrimonio di voti. Può perdere dovunque. Anche a Camera 1 preso da Leonelli, ma qui sarebbe una disfatta del candidato. Alla fine ci sarà la resa dei conti con la leadership regionale
di Marco Brunacci
PERUGIA – I sondaggi, non lo diremo mai abbastanza, valgono per quel che valgono ma un’occhiata a questo qua va data. Non solo perché è molto dettagliato ma perché dice tanto di più di un’analisi politica approfondita sul fallimento di una leadership.
Ci ha lavorato il team del professor Salvatore Vassallo, università di Bologna, e Repubblica lo ha diffuso. Innanzitutto una conferma: a campagna elettorale tutta da cominciare, con i nomi dei candidati di fatto ininfluenti, perché decisi e presentati una manciata di ore fa, risulta che tutti i collegi umbri (3 Camera e 2 Senato) sono contendibili, una novità assoluta da queste parti e per il centrosinistra un patrimonio
dilapidato nel tempo e che ha avuto una prima chiara avvisaglia alle ultime elezioni regionali, quando Catiuscia Marini con un avversario di centrodestra tutt’altro che unto dal signore ha vinto solo sul filo di lana.
Guardando nel dettaglio dei dati elaborati da Vassallo. Su Perugia 1 il centrosinistra è in vantaggio (ma nelle ultime elezioni politiche del 2013 la differenza era di ben oltre ventimila voti, dissipati in questi anni fino alla sconfitta nel capoluogo, anche se va sottolineata la presenza nel collegio della zona del Trasimeno tradizionalmente e tutt’ora rosso fuoco) ma non abbastanza per non preoccuparsi: 34.30% rispetto a 29.99 del centrodestra fino a 24.88 dei cinquestelle. Essendo nell’ambito dei 5-6 punti di distacco a un mese dalle elezioni il collegio è da considerarsi il più blindato di tutti, ma non a prova di scassinatori. Si capisce però il perché il segretario regionale Leonelli, “mister non mi candido”, secondo l’espressione usata dall’assessore regionale del Pd Barberini, abbia insistito per averlo per sé. È come prenotarsi un posto in limousine mentre gli altri vanno in bici. Qui c’è però anche un rischio: se Leonelli riuscisse a perdere sarebbe una disfatta, vincesse sarebbe la normale amministrazione di un vantaggio che poco tempo fa era larghissimo.
Se perdesse sarebbe come iniziare la partita che sei il Real Madrid per ritrovarti alla fine che scopri di essere la Spal.
Per assurdo rischiano meno la faccia gli altri due candidati: Bocci, scalzato da Perugia sia dalla Camera che dal Senato, e spostato a Foligno-Castello, parte come secondo. Il centrosinistra qui è accreditato del 31.78 mentre il centrodestra è avanti con 32.34. Terzi i cinquestelle con 25.04. Deve vincere in rimonta. Stessa situazione a Terni Camera: 31.56 per il centrosinistra, con l’ex ministro Damiano costretto a risalire sul centrodestra accreditato di un 32.21. I cinquestelle vanno a 24.88. Il Senato di Perugia viene dato al centrosinistra con un vantaggio simile rispetto alla Camera, mentre quello di Terni al centrodestra ma con un divario più limitato.
I sondaggi – ancora lo ricordiamo – valgono per quel che valgono. In particolare sui cinquestelle non è facile fare previsioni precise, dicono tutti i sondaggisti, perché ci si trova spesso di fronte a scostamenti difficili da governare scientificamente con la statistica. E in definitiva comunque la campagna elettorale è tutta da giocare.
Ma per l’Umbria è già successo abbastanza almeno all’interno del centrosinistra per fare punto e a capo e mettersi a ragionare su quali scelte sciagurate della leadership regionale di partito e Regione hanno così avvantaggiato gli avversari.


