FOTO | L’ennesimo colpo a un professionista che veniva da 8 ore di sala operatoria, soste impossibili, e c’è un “tavolo” che doveva decidere e continua a far nulla
di Marco Brunacci
PERUGIA – La foto che pubblichiamo qui sopra chiarisce: è l’auto come è stata trovata dal legittimo proprietario, professionista ospedaliero, venerdì scorso, appena uscito da 8 ore di sala operatoria, nel parcheggio davanti all’ex ospedale Silvestrini. Si capisce lo sconforto. Ma quello che sempre meno si capisce invece è il perchè non si ritenga di dover affrontare in maniera organica, per una soluzione seria e definitiva, la questione del parcheggio dell’ospedale che quotidianamente deve ospitare migliaia di automobili e conta – dati alla mano – su una utenza, che tra visitatori, operatori, parenti dei pazienti, non è minore a 15 mila unità.
Come nel caso delle crisi aziendali che non si vogliono o non si possono risolvere, invece di agire, si aprono “tavoli” di discussione infinita. L’immagine falegnameristica del “tavolo” di confronto già fa pensare a un’altra epoca, ma in questo caso non è solo questione di essere antichi, questa storia sa veramente di presa in giro. Il Comune, l’Azienda ospedale, i vigili urbani, l’Università avranno pure qualche potere, o no?
E allora: com’è che da anni, ormai, da quando il Silvestrini ha assunto il ruolo guida della sanità umbra, ecco che trovare parcheggio è un’impresa per tutti, che sistemarsi in seconda o terza fila è cosa all’ordine del giorno, che gli ingorghi con lite diminuiscono un po’ in estate perchè qualcuno va in vacanza, ma solo per lasciare maggiore spazio ai ladri che approfittano del caos. È impopolare costringere a una sosta a pagamento? Perfetto: trovare soluzioni alternative è un dovere. Non è bello piazzare pattuglie con il diritto-dovere di fare multe in un luogo dove si va per lavorare o per assistere chi sta male? E allora si cerchi di dissuadere, di regolamentare, di indicare sbocchi all’ìntricata materia.
La questione si pone tre ore al giorno? Semmai quali? Oppure è ancora di più? O un giorno o più giornij alla settimana? Ci sono ricchissimi programmi di computer che sono in grado di calcolare le presenze all’unità minuto per minuto e farti un piano di intervento perfetto. Non si voleva digitalizzare la pubblica amministrazione? Almeno utilizziamo l’intelligenza artificiale se quella normale fa difetto. Ma poi via con la volontà politica, e il relativo coraggio delle scelte, che quello i computer non te lo possono dare.
E allora riusciranno i nostri eroi ad alzarsi dal “tavolo” e a far tornare accettabile la soluzione quando dal primo settembre si ricomincerà l’attività a pieno regime (con l’assessore regionale alla sanità Barberini che ha ingiunto ai direttori di Azienda ospedale di far iniziare le sale operatorie alle 7,30 di mattina sul serio e senza infingimenti)? E nel frattempo sarà possibile confidare che le spaccate delle auto in sosta non siano la norma?


