Attentato a Strasburgo, il racconto di un’umbra

Nella città agghindata per i mercatini di Natale, in quel momento, c’erano anche i giornalisti umbri Valentina Parasecolo e Italo Carmignani: incolumi

STRASBURGO – Spari sulla folla. Il rumore dei colpi, i corpi a terra, il sangue. Pochi istanti e quella che doveva essere una serata di passeggio e di compere, di svago e divertimento, si è trasformata in tragedia. Nell’attentato che alle 20 di ieri ha sconvolto Strasburgo e l’Europa sono morte tre persone, ma sindaco e media locali hanno parlato per ore di quattro, altre 12 sono rimaste ferite, tra queste pure un giornalista italiano.

E a proposito di giornalisti, anche un’umbra, Valentina Parasecolo, si trovava lì con la famiglia quando l’attentatore, il 29enne Cherif C, ha aperto il fuoco: «C’è stata una sparatoria a Strasburgo. Siamo in un pub. Per ora non ci fanno uscire, né noi né chiunque sia in giro o ancora in Parlamento», scriveva su facebook durante la sparatoria. Fortunatamente incolume, in un commento al suo stesso post Valentina racconta: «Abbiamo attraversato il mercatino, comprato delle cose e siamo entrati nel pub dove c’era appuntamento con giornalisti. Subito dopo è successo. Per ora non si sa quando potremo uscire, siamo fermi qua dentro». A Strasburgo, in quelle ore convulse, anche il caporedattore dell’edizione umbra de Il Messaggero, Italo Carmignani, pure lui uscito indenne da quell’inferno.

Sulle tracce di Cherif C, ora in fuga, probabilmente ferito, ci sono più 350 uomini, ha reso noto il ministro degli interni francese, Christophe Castaner.

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