Terni revolution: Paparelli, senza più il “nemico” Brega, arriva a fine corsa

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il Pd ternano tortura le parole per non dire che lo vuole fuori giunta regionale ma il senso per tanti è evidente. E Melasecche spiega: «Non rappresenta più nessuno, la Marini lo sostituisca»

di Marco Brunacci

PERUGIA – «Come farà a salvarsi Paparelli adesso che non c’è più Eros Brega a dargli una mano». Sembrava una battuta fino a qualche ora fa, ma adesso si capisce che forse la svolta di Terni, voluta dal segretario senatore Grimani, non è nell’accidentato percorso lessicale del comunicato stampa ufficiale ma in tutto quello che sta seguendo.

Riepilogando per i distratti: Grimani manda in onda una nota faticosa da leggere, di senso difficile da definire, ma nella quale si capisce che vuol fare punto e a capo e ricominciare da 9 dipartimenti tematici.
Ma i fachiri-esegeti, abituati a inghiottire i chiodi e a leggere i documenti del Pd, sostengono che c’è sotto un benservito neanche tanto implicito per il vicepresidente della Regione Fabio Paparelli, che, finora, aveva un nemico del cuore, Brega per l’appunto, che lo prendeva a parapettate un giorno sì e l’altro anche, ma alla fine non aveva un buon cuore. Insomma, una sorta di Tom e Jerry in salsa ternana.
Invece adesso qualcuno si spinge a leggere, tra i contorcimenti della sintassi del documento, il via libera a un rimpasto di giunta regionale che preveda l’abbandono lungo la strada del povero Paparelli, con l’obbligo per la presidente Marini di prendersi un ternano di riserva.
Ma a spiegare il sentiment di alcuni ternani, magari anche democrat, ci ha pensato l’inarrestabile Enrico Melasecche il “Castigatore”, che usa gli aggettivi come randelli: «Paparelli parla a vanvera senza rispetto istituzionale né valori costituzionali di riferimento», dice come preantipasto per concludere con un lieve «Paparelli non rappresenta più nessuno in giunta regionale» e un cortese invito alla Marini a rimandarlo a casa «perchè, dopo aver perso il congresso Pd, è fuori di sè».

Il nemico del cuore Brega, pronto a lasciare la politica attiva, stavolta non sarà d’aiuto in alcun modo al Paparelli. E il vicepresidente della Giunta potrà solo contare, a questo punto, solo sul cuore grande così del neosegretario regionale Bocci, che accoglie ogni grana interna al suo Pd come fosse un insopportabile attacco di paradontite e assume di giorno in giorno sempre più la facies di un predicatore itinerante benedettino, confessore e consigliere spirituale (visto che altro tipo di consigli nel Pd in pochi li vogliono). Ma anche Bocci sarà benedettino, ma non è Babbo Natale.

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