Inchiesta sanità, vandalizzate sezioni Pd a Perugia

«Le colpe di pochi si ripercuotono sull’impegno di molti. Nel Pd non siamo tutti uguali»: la reazione

Dan. C.

PERUGIA – «Nemici del popolo». Il messaggio lasciato a colpi di bomboletta spray di colore nero, funereo, è apparso sabato sulle vetrate del circolo Pd di Monteluce. E in poco tempo, di chat in chat, di voce in voce, la notizia ha fatto il giro di militanti e residenti del quartiere. Una notizia sul serio, vista la firma dell’autore: falce e martello. Fuoco amico.

«Nemici del popolo» a esprimere rabbia e delusione. «Nemici del popolo», per via dell’inchiesta sulla sanità che ha prodotto arresti e dimissioni pesanti nel Partito democratico. «Notizie e fatti che in parte ci offendono, in parte ci disorientano, in parte ci umiliano. Ma siccome oggi è stata toccata in modo particolare la comunità che io rappresento, il circolo Pd di Monteluce, intitolato a un grande uomo politico, Raffaele Rossi, lo voglio ribadire: il Pd è altro». È Sarah Bistocchi, capogruppo Pd in consiglio comunale e segretario della sezione vandalizzata, a trasformare quel tot di inciviltà e vernice nera in un’occasione di analisi.

«Il potere si deve gestire per servire le persone, e non deve essere messo al servizio di chi lo gestisce. Altrimenti, i danni cagionati da pochi si ripercuoteranno sull’impegno di molti. E questa, per un militante, è la più grande ingiustizia che si possa infliggere – scrive in un lungo post su facebook -. Un’emorragia interna, non un colpo esterno; uno schiaffo che arriva da chi ti siede accanto, e non da chi ti sta di fronte. Ho sentito dire, fuori dal Pd, che siamo tutti uguali. È falso. Ho sentito dire, dentro al Pd, che la colpa è di tutti. Anche questo è falso. Soprattutto questo è falso».

«Ovunque vi siano incrostazioni di potere – prosegue -, che non fanno più vedere la politica come una missione e l’amministrazione come un servizio, e incrostazioni di una classe dirigente, troppo presa a perimetrare l’oggi per poter tracciare il domani, deve essere la politica ad arrivare prima della magistratura. Con senso di responsabilità, ma soprattutto con senso di comunità. È questo il momento di dimostrarlo».

E mentre l’entrata della sede del Pd veniva ripulita, un’altra sede è stata vandalizzata: quella di Perugia centro, che ha visto comparire sulle sue serrande una frase contro Catiuscia Marini e una contro il Partito democratico. La firma? Ancora falce e martello. «Ci ferite ma non vi fa certo onore scribacchiare minacce e frasi di odio – scrive su Facebook Francesco Giacopetti, candidato e già segretario cittadino dem -. La mia solidarietà a Perugia centro. Bisognerà chiedere al Prefetto se è possibile affrontare così la campagna elettorale».

È stato proprio Giacopetti, in tuta e guanti, a ripulire le due saracinesche e l’insegna insieme al commissario Walter Verini, a Lavinia Pannacci e a Sarah Bistocchi.
La sede del Pd di Perugia centro

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