Francesco Ferranti: «Su Verdecchia non c’è stato alcun raccordo. Le imposizioni non le posso accogliere»
TERNI – Dentro Forza Italia continuano a volare schiaffoni. Tra il sospeso Francesco Maria Ferranti e il gruppo dirigente che fa riferimento a Raffaele Nevi, prosegue lo scambio di accuse e bordate. Col risultato che in consiglio comunale si è creata una situazione paradossale. Da una parte Francesco Ferranti, eletto con 623 voti, che è sempre capogruppo, dall’altra Verdecchia che anche se è tornato in Forza Italia, resta nel Misto. Il “ritorno a casa” dell’ex capogruppo di Ap Verdecchia, ufficializzato in pompa magna nella sede nazionale degli azzurri alla presenza del ministro Tajani, con l ’onorevole Nevi in prima fila insieme al segretario comunale Antonio De Angelis, non è stato sufficiente a farlo accogliere da Ferranti nel gruppo consiliare di Forza Italia. Lo aveva intuito Bandecchi e lo ha sottolineato Ferranti, che le imposizioni non portato a niente di buono. E lo spiega bene proprio Ferranti. «Da iscritto a Forza Italia da circa 30 anni, da eletto nelle istituzioni da 27 rappresentando nelle ultime tre tornate elettorali (2014, 2018, 2023, ndr) da solo il 35 per cento dei voti del partito, la notizia del ritorno a casa di un iscritto non puù che farmi piacere. Dispiace però che a decidere come debba essere composto un gruppo consiliare vogliano esere i soliti tre dirigenti di partito che hanno fatto del mio sostegno a Stefano Bandecchi in Provincia, un caso nazionale». Come se l’alleanza tra Alterativa popolare e il centrodestra fosse un’invenzione locale. «E’ valsa anche per le regionali di Liguria e Emilia Romagna. Anzi – ricorda Stefano Bandecchi – Alternativa popolare è ancora alleata con il centro destra a livello nazionale».
Ferranti, quindi, non ce l’ha con Verdecchia, piuttosto con chi gli ha suggerito di annunciare il suo ingresso nel gruppo consiliare buggerandosene del regolamento. «Questa operazione doveva essere gestita in modo non soltanto rispettoso delle regole ma anche dei 623 elettori di Forza Italia che hanno stabilito a chi affidare il mandato di rappresentanza al sopttoscritto. D’altronde – polemizza Ferranti – è palese come Forza Italia stia collezionando sulla stampa locale e regionale pessime figure a partire ormai dal 31 marzo 2025, ovvero da quando il presidente della Provincia, all’epoca neo eletto, ci propose di mantenere l’alleanza politica che ci aveva visti correre insieme alle elezioni regionali del novembre 2024 e poi anche alle elezioni amministrative del Comune di Genova del giugno 2025. Sono state di fatti frequenti le uscite dei segretari comunale e provinciale del partito, fortemente critiche e delegittimanti verso l’unico eletto in comune e provincia, perseguite persino ricorrendo ai Probi Viri regionali richiedendo la mia espulsione dal partito. Va sottolineato che il ricorso ai probiviri è stato presentato da soci o non eletti o da chi, come il vice sindaco di Avigliano Umbro, ricopre questo incarico a supporto del Sindaco del Pd. Purtroppo questi ultimi 14 mesi hanno visto Forza Italia alla ribalta nazionale anche per violente polemiche con la stampa, a causa della censura pubblica inflitta dall’ordine regionale dei giornalisti dell’Umbria a un nostro parlamentare locale, l’unica cosa che gli organi di partito non hanno mai sviluppato sono le proposte amministrative, utili a perseguire l’interesse pubblico da fornire all’unico eletto all’interno delle istituzioni. Pertanto lo spiacevole siparietto nell’ultimo consiglio comunale non è di certo attribuibile al collega Verdecchia, è bensì responsabilità precisa di organismi locali del partito, che si stanno caratterizzando per una conduzione auto referenziale e temo in totale contrasto con le aspirazioni e i punti di vista dell’elettorato moderato, ben pensante e liberale».
Non solo Ferranti, annuncia azioni legali nei confronti dei promotori dell’iniziativa di sospensione dal partito, che il Collegio nazionale dei probiviri di Forza Italia ha già ridotto di 9 mesi.
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