Il “Cantiere Comune”, una gigantesca presa in giro

Confartigianato Terni: «La Commissione Controllo e Garanzia ha confermato che non c’è mai stata alcuna valutazione tecnico economica». Tempo e soldi al vento

TERNI – «La Commissione Consiliare di Garanzia e Controllo ha confermato quello che abbiamo sempre sostenuto: il progetto “Cantiere Comune” è stato voluto sulla base di proclami politici privi di qualsiasi supporto tecnico-economico e  in contrasto con principi di trasparenza e buona amministrazione». Confartigianato Terni di nuovo all’attacco di  Palazzo Spada. Meglio, della precedente giunta (Bandecchi). Ricordando anche che l’ex  vicesindaco e l’ex assessore ai lavori pubblici, avevano reagito alle critiche dell’associazione di categoria.  «Confartigianato  stava semplicemente svolgendo il proprio ruolo istituzionale a tutela delle imprese associate» – chiarisce oggi in una nota.  «Avevamo sollevato precise riserve tecniche sulla scelta di internalizzare le asfaltature tramite l’acquisto di mezzi e l’assunzione di operai. Sostenevamo che quell’operazione non fosse sufficientemente giustificata e che i risparmi propagandati fossero privi di fondamenta e lontani dalle reali dinamiche di mercato. La questione, del tutto pubblica, non è contestabile e può essere facilmente riscontrata dai comunicati e dalle dichiarazioni di quell’increscioso passaggio del confronto pubblico cittadino».

La ricostruzione. Nell’estate del 2025 Corridore e Iapadre, «tramite conferenze stampa appositamente convocate e altri canali ufficiali, hanno alimentato una narrazione priva di riscontri tecnici». «Sostenevano l’esistenza di risparmi strabilianti nell’esecuzione diretta dei lavori rispetto ai costi previsti dai prezzari regionali applicati agli appalti privati, indicando un abbattimento della spesa dal 75% al 55%. Tale massiccio risparmio è rimasto tuttavia una illusione propagandistica e un’astrazione scollegata dalla realtà: la Commissione ha infatti accertato che non è emersa l’esistenza di alcuna valutazione tecnico-economica formalizzata e messa per iscritto che attestasse la convenienza del modello adottato dal Comune».

E ancora: «Sulla stessa linea, gli amministratori comunali dell’epoca dichiaravano pubblicamente che l’acquisto dei nuovi macchinari per l’asfaltatura avrebbe consentito di avviare, in totale autonomia e tramite l’impiego esclusivo degli operai comunali, il completo rifacimento delle strade cittadine. Oggi, il documento della Commissione dice altro: a fronte di una quota minima di metri quadrati asfaltati internamente (principalmente circoscritti a via delle Cinque Strade), la stragrande maggioranza della superficie stradale — quantificabile in ben 70mila metri quadrati — è stata comunque affidata a ditte private esterne tra il 2025 e il 2026. Questo è avvenuto e perché i proclami politici si scontravano con le regole del mercato e le reali capacità operative del settore comunale».

Nel documento riportato in fondo all’articolo, la Commissione controllo e garanzia ha qualificato quelle scelte come una «decisione di natura eminentemente politico-organizzativa, non accompagnata da un adeguato supporto analitico».

Confartigianato chiede dunque che la giunta bis di Bandecchi prenda atto della realtà dei numeri e faccia un atto di verità, «cessando di alimentare, anche indirettamente, una narrazione smentita dai propri stessi uffici tecnici». «Non volendo né oggi, né allora inserirci in un dibattito politico, certamente legittimo tra maggioranza e opposizioni, riconosciamo e ringraziamo quanti nel mondo politico hanno ascoltato e approfondito le nostre osservazioni tecniche, mentre prendiamo atto con rammarico che quelle nostre stesse affermazioni, che oggi vengono acclarate dalle risultanze, ci hanno visto pressoché soli nel mondo economico cittadino a sostenere questo confronto con gli allora amministratori, che ci rivolgevano accuse ingiuste quanto infondate».

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