M.BRUN.
PERUGIA – Block notes regionale.
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Uno. “Criticità più volte segnalate”. Nessuna “soluzione concreta” da parte di Ministero, Anas, Ferrovie.
Secondo comunicato congiunto presidente Proietti e assessore De Rebotti. Stessa conclusione del precedente: gli automobilisti umbri e tutti coloro che vogliono usare i treni nella regione, possono attendere il tram, qualora passi, per attaccarsi agli appositi sostegni.
In fondo è giusto, bisogna essere equilibrati. Se una giunta regionale deve sistemare ex parlamentari all’Arpal, piazzare all’Arpa una guardia pretoriana, e poi funzionari e dirigenti meglio se di Assisi in ogni dove, mandare a casa il capo di gabinetto arrivato a scocciare da Roma, camuffare le liste d’attesa in sanità e tenere nascosti i numeri, prendere atto della fuga dei professionisti dalla sanità medesima, incassare tasse anche se gridano vendetta, non è che può star dietro alle strade e alle ferrovie. A ognuno il suo: agli umbri ci pensi il Ministero. Ci vuole equilibrio. Giusto?
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Due. Stavolta il concerto di archi, violini e soprattutto viole d’amore, che usualmente arriva dai consiglieri di maggioranza in Assemblea legislativa a ogni iniziativa della giunta regionale, è stato un assolo. Protagonista la ex sindaca Michelini dell’Alto Tevere. Dopo aver letto lei e quello che è pronto a rovesciarle addosso l’ex assessore ai trasporti del centrodestra, il leghista Melasecche, non stiamo nella pelle: Melasecche ha chiesto l’accesso agli atti sul rinvio al 2030 della tratta ex Fcu tra Città di Castello e Sansepolcro.
Considerando che il Melasecche viene unanimemente considerato uno scocciatore ma preparatissimo fino alla pedanteria nella sua materia siamo sicuri che ci attendono fuochi d’artificio.
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Tre. Bisogna essere equilibrati. Lo abbiamo detto. Dare a Cesare quel che è di Cesare. E alla Meloni (Giorgia) riconoscere di aver spedito in Umbria, per gli oratori, 4 milioni di euro. Il consigliere comunale perugino Fdi, Volpi, oggi ricorda che era tutto deciso dalla passata Giunta di centrodestra.
Si trattava di distribuire i soldi a chi si era piazzato nella graduatoria. Si poteva aggiungere qualche euro del bilancio regionale, irrigato com’è da 250 milioni di nuove tasse, per chi era rimasto fuori. E via procedere.
Invece la giunta regionale prende i 4 milioni di Meloni, non ci aggiunge un soldo bucato, ma rifà il bando.
Bisogna essere equilibrati, ma come può giustificare il suo comportamento?
Forse può far balenare che vi siano state irregolarità?
O almeno dirà che gli oratori in testa alla attuale graduatoria sono simpatizzanti del centrodestra e loro preferiscono quelli del centrosinistra?
Altrimenti, in maniera equilibrata, si deve concludere che la giunta regionale ha messo in scena un altro brutto spettacolo amministrativo, indipendentemente dalla destra e dalla sinistra.


