Bandecchi indagato, Bandecchi scatenato

Il sindaco e presidente della Provincia di Terni scrive al ministro Nordio e risponde all’Associazione nazionale  magistrati

TERNI – Stefano Bandecchi si sente un leone nella gabbia delle inchieste. E ruggisce a tutto spiano. Anche se, nelle ultime ore ha cambiato lo spartito. Giovedì 2 luglio, quando oltre 40 finanzieri sono piovuti in Comune e in Provincia su mandato della Procura della Repubblica di Terni,  ha risposto alla sua maniera: ha attaccato frontalmente i magistrati inquirenti. Con dichiarazioni rilasciate sulla soglia dell’ufficio di presidenza della Provincia.  Con video diffusi anche sui suoi canali social. E anche venerdì 3 luglio , Stefano Bandecchi non se ne è stato rintanato. Ha continuato a far sentire le sue ragioni. Ma ha cambiato passo. Si è affidato a note istituzionali più attente e calibrate. Il sindaco e presidente della Provincia, ha utilizzato i canali informativi dei due enti prima per far sapere di aver scritto al ministro della giustizia Nordio, poi per rispondere alla nota della giunta dell’ANM, che aveva censurato i toni e i contenuti delle prime reazioni di Bandecchi.  Il sindaco e presidente della Provincia, non ha voluto sparare ulteriori bordate. Accettando i panni dell’indagato ha chiesto senso e misura, altresì rispetto per la sua persona e per le sue funzioni.  «I magistrati – scrive Bandecchi – hanno tutto il diritto di approfondire e vagliare questioni amministrative, ma occorre tenere bene a mente la presunzione di innocenza, che non è solo una enunciazione di principio ma è anche correttezza formale e sostanziale nei confronti dell’indagato». Bandecchi fa un passaggio nel quale precisa che le sue parole di critica non sono rivolte ai magistrati in quanto persone, ma al loro operato: «Sono contento e ringrazio la giunta dell’Associazione nazionale magistrati di Perugia per aver ricordato a tutti che l’attività della Procura della Repubblica di Terni si svolge con piena osservanza del principio di presunzione di innocenza e che le indagini hanno il solo scopo di accertare i fatti e verificare la fondatezza delle ipotesi investigative, nell’interesse della collettività e a tutela della legalità. Così come ho apprezzato pubblicamente – dichiara Stefano Bandecchi – il comunicato stampa del procuratore di Terni che ha voluto sottolineare che gli indagati devono ritenersi innocenti. Tutto questo mi conforta in un momento come quello attuale, nel quale io sono improvvisamente diventato per tutti, un disonesto o, peggio, un corruttore.  Nulla di più letale per un cittadino, figuriamoci per un uomo politico e per un imprenditore. L’indagato dovrebbe essere trattato come se non fosse indagato. L’esatto contrario di quanto accade».

Le parole dei Stefano Bandecchi ai magistrati il giorno delle perquisizioni in Comune, in Provincia e nell’abitazione romana del sindaco e persidente della Provincia di Terni

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