Associazione nazionale magistrati: «Da Bandecchi insulti inaccettabili»

Dura condanna della Giunta esecutiva sezionale del Distretto ANM di Perugia al sindaco (e presidente della Privincia) di Terni per le parole spese contro il procura di Terni

TERNI – «La Giunta esecutiva sezionale (Ges) dell’Associazione Nazionale Magistrati del Distretto di Perugia esprime profonda preoccupazione e ferma condanna per le gravissime dichiarazioni pubblicamente rivolte dal sindaco di Terni e presidente della Provincia, Stefano Bandecchi, nei confronti della Procura della Repubblica di Terni e dei magistrati che vi prestano servizio, a seguito delle attività investigative disposte nell’ambito di un procedimento penale attualmente nella fase delle indagini preliminari In uno Stato di diritto – la nota della Ges – il dissenso rispetto a un’indagine o a un provvedimento dell’autorità giudiziaria può e deve essere espresso attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento. Sono invece inaccettabili attacchi personali, espressioni offensive e delegittimanti o accuse generalizzate rivolte ai magistrati, tanto più quando provengano da chi ricopre rilevanti funzioni pubbliche e istituzionali. L’attività della procura della Repubblica di Terni, come ogni attività giudiziaria, si svolge nel rigoroso rispetto delle garanzie costituzionali, sotto il controllo della legge e con piena osservanza del principio di presunzione di innocenza. Le indagini hanno il solo scopo di accertare i fatti e verificare la fondatezza delle ipotesi investigative, nell’interesse della collettività e a tutela della legalità. La Ges ribadisce che la critica alle decisioni giudiziarie è sempre legittima; non lo è, invece, la sistematica delegittimazione della magistratura attraverso insinuazioni, offese e rappresentazioni tese a screditarne l’imparzialità e l’indipendenza. Simili condotte rischiano di compromettere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e di alimentare un clima di contrapposizione incompatibile con i principi fondamentali della convivenza democratica. Ai magistrati della procura della Repubblica di Terni e a tutto l’ufficio, chiamati a svolgere il proprio lavoro in un contesto di forte esposizione mediatica e di ingiustificata aggressione verbale, la Ges esprime piena solidarietà e convinta vicinanza. L’autonomia e l’indipendenza della magistratura costituiscono un presidio della libertà di tutti i cittadini e non possono essere oggetto di intimidazioni, pressioni o campagne di delegittimazione. I magistrati continueranno a esercitare le proprie funzioni con equilibrio, rigore e rispetto delle garanzie previste dalla Costituzione».

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