La gestione Proietti-Donetti peggiora i conti della mobilità sanitaria, mentre arriva una disposizione masochista per gli interventi ortopedici

I dati sono chiari: l’Umbria attrae meno pazienti e paga di più alle altre Regioni. E poi si inventa iniziative per lo meno stravaganti, che darebbero un taglio alle piccole operazioni ortopediche per dedicarsi alle protesi d’anca. Leggere qui sotto

di Marco Brunacci

PERUGIA – La mobilità passiva è la vera tassa occulta che penalizza la sanità umbra e tutti i cittadini chiamati a contribuire.
L’accesso agli atti chiesto dal centrodestra chiude le chiacchiere e le bugie: nel 2025, primo anno della gestione sanitaria Proietti-Donetti, la mobilità sanitaria è peggiorata.
Cioè: più soldi pagati dagli umbri alle altre Regioni, meno soldi incassati dall’Umbria dalle altre Regioni.
Male, malissimo. Proietti in Assemblea legislativa aveva detto che erano numeri “in linea” con quelli del 2024, gestione Tesei.
Non sono in linea, sono peggiorati.
Non è tracollo, ci mancava solo che lo fosse.
Ma come sempre non è il passato, ma il futuro a preoccupare.
Nei prossimi tre anni e mezzo nei quali è chiamato a governare, il centrosinistra ha una strategia per migliorare la difficilissima situazione?
L’allarme di Umbria7 arriva da un fatto che potrebbe sembrare marginale e limitato ma che assume il rilievo di un razzo sia lanciato da una barca alla deriva nel cielo.
Seguiteci: il 3 di giugno arriva una disposizione che pare ingiungere ai privati convenzionati di ortopedia di mettere in secondo piano i menischi, i legamenti, insomma i piccoli interventi, per dedicarsi agli interventi all’anca.
Perché diciamo “pare”, perché ad alcuni è sembrata una disposizione così tanto stravagante da chiedere un incontro esplicativo in Regione.
Anche perché si ingiungeva di dedicarsi solo agli umbri con problemi di anca.
Questo significa fare qualcosa per migliorare le liste d’attesa per le protesi d’anca, ma nel contempo di affossare quelle dei piccoli interventi.
Magari sperando che i cittadini pazienti ricorressero ai loro risparmi per farsi operare a pagamento dal privato.
Non sfugge però che la disposizione di occuparsi solo dei pazienti umbri per le protesi diventerà un clamoroso autogol, peggiorando il conto della mobilità attiva (pazienti di altre regioni che non verranno più a farsi operare in Umbria), con la mobilità passiva che peggiora per i piccoli interventi.
Sarebbe qualcosa come decidere di spararsi sui piedi.
Qualcuno di buon senso, come detto, ha chiesto l’incontro esplicativo all’assessorato alla sanità.
L’incontro dovrebbe svolgersi il 13 giugno.
Servirà a tornare in retti sensi? E a cercare di studiare una strategia non masochistica per i prossimi tre anni e mezzo per liste d’attesa e mobilità sanitaria, attiva e passiva?
Ps. qui di seguito mettiamo perché esteso la nota dei consiglieri regionali di centrodestra sulla mobilità sanitaria, in seguito alla diffusione dei dati.

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