POLE POLITIK | Tutto quello che avreste voluto sapere sul Romizi bis e non avete mai osato chiedere: dal nuovo stadio al decisivo rapporto con l’Università (minidelega a Cagnoli?)
di Marco Brunacci
PERUGIA – Tutto quello che avreste voluto sapere sulla Giunta Romizi bis e non avete mai osato chiedere. Allora, allacciate le cinture, si parte: Tuteri è il vicesindaco di Romizi per conto della Lega e si prende tutta la scuola, edilizia inclusa, più un guscio vuoto che si chiama sanità. Posto di prestigio, decisivo per risolvere la partita di andata del derby che c’è dentro la Lega: Briziarelli versus Caparvi, l’Inter-Milan di corso Vannucci.
Il senatore del Trasimeno, ex Forza Italia, su Perugia è forte e determinato, ha un asse su Terni con Barbara Saltamartini e studia per diventare una potenza regionale e non solo. Ma non sarebbe stato fine che Caparvi da Nocera, segretario regionale, facesse la figura di quello che rimane col cerino in mano. Quindi ecco il secondo assessore della Lega: Luca Merli avrà il personale, che il saggio ex assessore Calabrese indicò come una delle priorità del secondo Governo Romizi, e il delicato dossier contratti del Pums, il piano mobilità, per altro già scritto. Assessorato pesante.
L’onore di Caparvi è salvo. E si salva anche Bonifazi, l’unico del gruppo storico della Lega perugina che riesce così ad entrare in consiglio comunale come ripescato.Della Bertinelli al bilancio si sa: Romizi non ci avrebbe mai rinunciato. Low profile, assoluta affidabilità, concretezza, competenza. Fosse per lui la clonerebbe in tre quarti degli assessorati rimasti. In attesa, è riuscito a farla inserire in quota Forza Italia. A proposito: Romizi se decide, tanto più dopo il 60% preso alle comunali, è in grado di scalare il suo partito in ogni momento, eguagliando il record di velocità di Bolt. Per ora guarda, assiste, pensa al suo futuro che si immagina principesco. Volete vedere che questo qui te lo ritrovi ministro di un qualche governo tra un paio di anni e anche meno?
Le altre donne: Margherita Scoccia è architetto e ha tolto un peso a Romizi. Voleva all’urbanistica qualcuno che non gli desse un pensiero: trovata. Il come è il curioso della politica: Fotinì Giustozzi, anche lei di Fratelli d’Italia, per due settimane è stata assessore in pectore, prima di rendersi conto che difficilmente poteva continuare a fare l’imprenditrice nell’azienda di famiglia, nei modi e nei tempi di adesso. Però ci è arrivata a capirlo, anche se ai tempi supplementari. Ciò non toglie che per sè avrebbe chiesto una mini-delega. Gradirebbe il centro storico. Non se ne parla: il principe Romizi il centro storico lo vuole per sè. E’ il primo a sapere che così ancora non va. E se l’acropoli non va, a Perugia tutto fa fatica.Pastorelli si prende il commercio e fa del suo assessorato (c’è anche lo sport) una super postazione a suggellare il successo di Fratelli d’Italia alle comunali. Non fosse che sul nuovo stadio (si farà? non si farà? si riusciranno a capire con il presidente del calcio, Santopadre, invece che scaricare gli uni addosso all’altro le responsabilità?) intende metterci becco (e anche piume e ali) il sindaco Romizi in persona. Per FdI è pronta anche una minidelega per lo stratega Lupatelli (Territori?).
Ecco allora la quarta donna, Edy Cicchi: ha tutto il sociale, si è presa un sacco di voti e vuol dire che la gente ha fiducia in lei: fa quello che dice. Vietato anche solo contraddirla.Dopo le quote rose, pronti per l’assessorato degli assessorati: Otello Numerini, eccellenti rapporti con gli ambienti della Curia oltre che col sindaco in persona, ha studiato con Calabrese per cinque anni, ne ha ereditato le deleghe e vi ha aggiunto il verde del vicesindaco Barelli. In realtà è il re della Giunta. Motore in rullaggio, decolla un B52, bombardiere strategico della nuovo governo. Non può fallire gli obiettivi o sono guai per tutti.Per un assessore che raddoppia, eccone un altro, a sorpresa, in cura dimagrante. Leonardo Varasano, giovane speranza del team Laffranco, entra alla cultura, come ipotizzato da tutti, ma senza la delega all’Università. E qui si apre un mondo: c’è chi pensa (tra questi Cityjournal) che la nuova Università del rettore Oliviero, forte del progetto condiviso con il suo ex competitor e ora alleato al titanio, Elisei, sia una delle non molte speranze di rilancio vero, in una visione internazionale, del territorio. Romizi ha capito tutto solo nel rush finale della campagna elettorale per il nuovo rettore, ma abbastanza per non sbagliare. Si è tenuto per sè la delega. Se la condividerà andrà solo al fidatissimo Cagnoli (Forza Italia).
Resta l’ultimo assessore, Michele Fioroni, che succede a se stesso nei settori che più lo appassionano: marketing territoriale, sviluppo economico. Aveva giurato che era una stagione conclusa, che sarebbe tornato al suo lavoro secolare, ma la tonaca da politico ti prende e ti tiene legato. Il fatto è che “fra Michele” (Fioroni) potrebbe prestissimo finire in Regione. Vincesse a novembre il centrodestra, in un governo Tesei-Squarta, un assessore a economia e turismo così quando lo ritrovi?
Chi altro è pronto ad andare in Regione? Si diceva di Varasano ma non sembra, mentre è molto probabile che Nilo Arcudi (designato presidente del consiglio comunale) faccia il salto, con i suoi socialisti non ortodossi. Intanto la sua lista incassa la minidelega più assegnata di tutta la pur breve legislatura: quella a Massimo Pici alla Sicurezza.Ultimo sguardo alle minideleghe: Romizi è partito per la montagna ed è sicuro che non passerà le giornate a pensarci. Quando torna butterà giù un piccolo elenco. Dicono che dovrebbe esserci anche Cesaro, che è nella squadra della neocoordinatrice Mara Carfagna. Resta da assegnare anche il cantiere comunale, roba operativa. E volete che un leghista non si farà avanti?


