Sono i sanitari entrati in contatto con il 50enne (positivo) di Bastia Umbra ora ricoverato al Santa Maria della Misericordia. In isolamento anche i parenti e i colleghi dell’uomo
FOLIGNO (Perugia) – In quarantena alcuni sanitari, medici e infermieri, del Pronto soccorso del San Giovanni Battista: operatori che a fine febbraio visitarono un 50enne di Bastia Umbra, poi risultato positivo al Coronavirus e ricoverato, dove si trova tutt’ora, al Santa Maria della Misericordia di Perugia, in condizioni gravi.
L’uomo – riporta La Nazione – rientra a Bastia dopo un viaggio di lavoro a La Spezia, in Liguria, e 4 giorni dopo inizia ad avere la febbre. Dietro consulto medico fa un ciclo di antibiotici, ma le sue condizioni non migliorano e così decide di andare in ospedale. Qui il contatto con i sanitari, che solo a scopo precauzionale avrebbero indossato le mascherine (ma non tutto l’abbigliamento di contenimento previsto dal protocollo), perché l’uomo non proveniva da una zona a rischio. E proprio per questo non sarebbe neppure stato sottoposto a tampone.
Dimesso e tornato a casa – si legge ancora nell’articolo de La Nazione – il 50enne su consiglio dei medici avrebbe comunque indossato una mascherina. Cosa che, probabilmente, col senno di poi, ha evitato il contagio dei familiari, comunque messi in quarantena, in via precauzionale, come i sanitari del San Giovanni Battista entrati in contatto con lui e ai colleghi di lavoro. Ora, l’uomo si trova ricoverato nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale di Perugia.


