Ospedale di Narni/ Riuscirà il cacciatorpediniere De Rebotti a respingere gli attacchi dei tecnici dell’Inail? E si deciderà a far conoscere al popolo i preoccupanti carteggi

Visto che si trova l’assessore, ex sindaco di Narni, potrebbe anche spiegare perché tanto impegno per un ospedale periferico e non per quello centrale di Terni. Ecco comunque la sua nota con tanto ottimismo difficile da comprendere

di Marco Brunacci

NARNI (Terni) – Altro che Stretto di Hormuz, qui si fa la storia. Riuscirà il cacciatorpediniere De Rebotti a respingere con successo i giudizi sulfurei dei tecnici (Rup) dell’Inail che gli hanno incartato e rimandato a casa il dossier ospedale di Narni?
L’assessore regionale, ex (ma forse ancora nell’animo in carica effettiva) sindaco di Narni, ha espresso il suo parere in una nota che pubblichiamo qui di seguito per intero per non far mancare nulla ai nostri lettori, i quali hanno avuto in anticipo – al solito – informazioni sullo scoglio (insormontabile, stando alle nostre notizie, non a quelle di De Rebotti) sul quale rischia di naufragare il contestato progetto sanitario.
Dubbi sull’esito della prossima battaglia, Umbria7 ne ha tanti.
Non si è ancora palesata la portaerei USS Gerald Ford-Stefania Proietti, che oltre ad avere cento cacciabombardieri sul ponte, ha anche titolo per parlare della vicenda a supporto di De Rebotti: è presidente della Giunta e assessore alla sanità.
Di sicuro (insomma: probabile) interverrà a sostegno, ma nel frattempo De Rebotti deve fare da solo: lasci perdere il supporto di quel pezzo di opposizione che gli fa da incrociatore volontario, parta seriamente all’offensiva.
Renda note, per amor di verità e di trasparenza, tutte le osservazioni presentate dai tecnici INAIL a Regione e Asl2. Soprattutto le ultime. E poi spieghi su cosa si fonda il suo ottimismo. Curioso. Altri sarebbero preoccupati.
Comunque i lettori potranno decidere non appena saranno noti i carteggi con l’Inail.
Va aggiunto che la Regione sta chiedendo soldi pubblici, la trasparenza è un dovere sempre, in questo caso anche di più.
Se trovasse il tempo, De Rebotti, eccellente persona, potrebbe spiegare come mai tanto impegno per Narni e niente per il nuovo ospedale di Terni. E non sarebbe male.

Ecco la nota di De Rebotti.

“Non c’è stata alcuna bocciatura del nuovo ospedale di Narni-Amelia da parte di Inail”. Lo precisa l’assessore regionale Francesco De Rebotti in merito alle ricostruzioni pubblicate sulla vicenda del nuovo presidio ospedaliero.

“Ai Sindaci, in Assemblea Regionale e a tutti coloro che hanno chiesto un aggiornamento sul percorso compresa la maggioranza – spiega De Rebotti – ho puntualmente riferito che il progetto, allo stato attuale, sarà pronto per il bando, e quindi cantierabile, dopo aver risposto alle osservazioni tecniche formulate dal RUP di Inail. Si tratta di rilievi che rientrano nelle facoltà della stazione appaltante, che ha assunto la responsabilità esecutiva dell’opera, e di un normale confronto tra enti e tecnici in una fase definitiva dell’iter progettuale”.

L’assessore ricorda inoltre che “già il 28 aprile si è svolto un incontro con Inail per discutere delle osservazioni e affrontarle attraverso un confronto diretto e costruttivo. Da parte di Inail c’è stata piena disponibilità a collaborare per l’esame congiunto delle osservazioni”. In esito a ciò il primo tavolo tecnico operativo si è tenuto stamattina, giovedì 7 maggio, proprio per entrare nel merito delle osservazioni e fornire i più puntuali chiarimenti. Incontro tenutosi in maniera proficua e con grande spirito di collaborazione.

“Ritengo – aggiunge – che sia fondamentale accompagnare questo percorso con la massima consapevolezza tecnica. Per questo, nella riunione del 28 aprile, ho invitato il Rup di Inail a visitare direttamente il sito nella giornata dell’8 maggio, affinché il confronto possa svilupparsi anche attraverso una conoscenza concreta dell’area interessata dal progetto”.

“Si continua quindi a lavorare puntualmente per garantire un percorso serio, trasparente e fondato sui fatti, a fronte del continuo e persistente ricorso a metodi che puntano a screditarne la sua importanza”, conclude De Rebotti.

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