POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La bozza di accordo siglato da Tesei e Oliviero permetterà di schierare da subito forze nuove, anche senza il burocratico esame di abilitazione, battendo la concorrenza di altre regioni. Una boccata di ossigeno per la sanità sotto pressione
di Marco Brunacci
PERUGIA – La lotta all’emergenza coronavirus, si fa restando in casa, si fa seguendo le regole, ma, ovviamente si fa, in prima linea, nelle corsie di ospedale, nelle terapie intensive, nei luoghi allestiti per il pre-triage. E allora ecco che assume un rilievo speciale la bozza di accordo tra Regione e Università, che, con qualche ostacolo per fortuna superato, porterà la sanità regionale a contrattualizzare una sessantina di specializzandi nelle materie che più servono in questo momento. Giovani medici, formati in tutto e per tutto, che devono solo aggiungere altra esperienza al loro già rilevante bagaglio di conoscenza.
Se non ci saranno sorprese dell’ultimo momento – e non sembra proprio – nel Decreto economico appena varato dal Governo, i giovani medici entreranno subito in azione, saltando l’esame di abilitazione che, nella specialistica, va considerato solo un passaggio burocratico. Le nuove leve mediche potranno subito portare un po’ di sollievo nella sanità sotto pressione di questi giorni difficili (e ne sono attesi di ancora più caldi, prima della schiarita che tutti attendiamo). L’intesa tra la presidente della Regione, Tesei, e il rettore dell’Università Oliviero è arrivata proprio poche ore prima che giungessero anche all’Ateneo di Perugia richieste da parte di ospedali delle altre regioni italiane.
Il pericolo, reale e non calcolato da tutti, era quello di veder uscire dall’Umbria delle risorse in questo momento fondamentale. Con la bozza di intesa ecco la decisione di agire immediatamente. Già nei prossimi giorni arriveranno forze nuove nei due hub umbri che combattono il coronavirus, gli ospedali di Perugia e di Terni e a Città di Castello e Pantalla, siti dedicati a questa grande emergenza. All’Università di Perugia – una tra le prime in Italia ad aver tra l’altro permesso ai propri studenti di seguire tutte le lezioni on line, non perdendo alcun passaggio per giungere ad esami e lauree nei tempi previsti – in verità qualche malumore c’è stato, se qualcuno ha rimarcato come per la task force antivirus regionale non sia stata chiesta la collaborazione dei medici accademici, che tra l’altro vantano una grande tradizione e un presente di primo livello nel campo della microbiologia. In questo momento agire insieme è fondamentale. Non può andare persa neanche una briciola del grande contributo che l’Università può dare a questa battaglia davvero epocale.


