Residents wearing respiratory mask wait to be given access to shop in a supermarket in small groups of forty people on February 23, 2020 in the small Italian town of Casalpusterlengo, under the shadow of a new coronavirus outbreak, as Italy took drastic containment steps as worldwide fears over the epidemic spiralled. (Photo by Miguel MEDINA / AFP) (Photo by MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)

Coronavirus: Fase 2, si può andare a casa dei congiunti e le imprese lavorano. Per il resto divieti e poca chiarezza: dal lockdown al blackout

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Compromesso con le svariate task force: per non ripartire per aree diverse del Paese o per fasce di età, l’Umbria benchmark nella lotta al virus resta zona simil rossa come tutti. Bambini dimenticati, zero economia

di Marco Brunacci

PERUGIA – La delusione è stata cocente per alcuni, per altri le misure erano annunciate. Però evidentemente solo il risultato della decisione di non penalizzare le fasce di età (gli ultra 60enni) né premiare le aree virtuoso (per esempio l’Umbria che, a questo punto, è inutilmente benchmark nella lotta contro il virus) e mantenere una zona rossa complessiva di nome Italia che sarà così il Paese che prima è entrato nella pandemia e ultimo sarà ad uscirne. In compenso nella bozza di decreto per la Fase 2 del Governo Conte, sentite le task force da centinaia di persone geniali, non c’è una parola sui provvedimenti economici per sostenere questo Paese stremato e quindi bisognerà attendere che a parlare e a mettere i soldi sia l’Europa.
Allora: intanto qualcosa si muove. Solo le imprese. Si parte da subito con i cantieri edili e le aziende internazionali.

Per l’asporto nei ristoranti bisognerà attendere il 4. Il 4 poco altro succede.
Tutti si sposteranno ancora con l’autocertificazione che resta fino al 18, quando solo il Signore sa cosa potrà succedere. Ma inutile fare previsioni in un contesto dove sono gli scienziati che danno indicazioni e sono gli scienziati stessi che hanno dimostrato in tutti modi di non sapere alcunchè del virus e si sorprendono giornalmente, su tutti i canali tv, delle loro scoperte. Chissà che il generale Primavera dia una mano e apra a una offensiva dell’estate. Ma magari scientificamente non sarà provato fino alla prossima di estati.
Per i movimenti delle persone servirà ancora l’autocertificazione. Ma si potrà andare dai congiunti. Che non si sa se equivale solo ai parenti e fino a che livello di parentela. Ma i congiunti si possono frequentare con mascherine e tenendo le distanze.
Si potrà mangiare insieme? Boh. Forse no.
Per i bambini? Si va al parco se il numero è contingentato. Se neanche quello. Niente sport in strada. Non è un caso che nelle task force ci stanno centinaia di persone ma solo un pediatra.
Tesei ha mostrato molta insofferenza durante l’incontro, ma il Governo ha chiarito che così sarà per tutti. E se i governatori vogliono fare ordinanze le devono farle solo restrittive.
Per il resto non c’è chiarezza su chi da le mascherine e a che prezzo, non c’è chiarezza sul trasporto pubblico, su distanza e numeri dei passeggeri delle auto private, sui centri estivi, sugli incentivi alle baby sitter (tutti temi centrali visto che le imprese ripartono e si ricomincia a lavorare). Niente su turismo e comparto di servizi alla persona (colf, badanti, estetiste e parrucchieri). Ma l’idea è di ripartire a giugno. Forse. Boh, magari sì.
I negozi chiusi fino al 18. Dall’abbigliamento alle gioiellerie ai casalinghi. Ma è l’unica cosa sulla quale gli scienziati si sentono ferrati: state lontani, non vi avvicinate.
Per i bar e ristoranti? Giugno, mah. Di che anno?
Per l’Umbria c’è la buona notizia che le imprese che operano sui mercati esteri possono lavorare da subito (e i rischi pesanti di licenziamenti si allontanano) .
E una notizia positiva che sarà sfuggita a tutti: le mascherine social dell’Università di Perugia hanno il via libera. Se ne possono realizzare 300mila al giorno fin dai prossimi giorni. Che significa ricadute sull’economia, perché ci lavorano le piccole imprese riconvertite. Un successo per l’iniziativa di Oliviero e la Tesei.
Il dubbio che viene ad alcuni smaliziati osservatori della politica è che se l’emergenza viene allungata il più possibile, come si sta facendo, il governo dura il più possibile. Sarà solo un malevolo pensiero?

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