Covid, Perugia civica: «Le nostre proposte per la fase 2»

Elice e Mipatrini, coordinatori comunali : «Umbria in vantaggio su altre regioni in termini di diffusione del virus, istituzioni ne tengano conto»

di Massimiliano Mipatrini e Andrea Elice*

PERUGIA – La fase due è cominciata da pochi giorni e l’Umbria parte avvantaggiata rispetto al resto delle Regioni d’Italia, con una percentuale di contagi e deceduti ben al di sotto della media nazionale. Non si può dire se ci siano condizioni ambientali che abbiamo sfavorito la diffusione del virus o se è stato merito dei Perugini e degli Umbri che avendo compreso la pericolosità della situazione, si sono dimostrati più che diligenti nel rispetto delle regole.

Probabilmente entrambe le condizioni hanno avuto un ruolo importante ed è proprio per questo che l’Umbria e Perugia possono dirsi pronte alla ripartenza. Tutti sappiamo che questa non è la fase del “tana libera tutti” ma che è un lento riavvio di una normalità che non sarà mai più quella a cui eravamo abituati prima dell’avvento di questa pandemia. In questo momento, giocheranno un ruolo ancora più importante il senso di responsabilità e di rispetto delle regole da parte dei cittadini per evitare che si ripiombi in un nuovo boom di contagi.

Ma ancora più importante in questo momento sarà la parte che dovranno svolgere le istituzioni affinché oltre alla salute dei cittadini vengano salvaguardati il tessuto economico e sociale della città e dell’intera regione, altrettanto messi a durissima prova. Le istituzioni in questo momento devono essere in grado di cogliere tempestivamente le esigenze delle singole imprese e altrettanto tempestivamente mettere in atto tutte le misure atte a favorirne la “rinascita”. Proprio in virtù del vantaggio che l’Umbria ha acquisito in questo momento rispetto a tutte le altre regioni d’Italia in termini di diffusione del virus, le istituzioni possono e anzi debbono attivarsi per far sì che le imprese possano ripartire in tempi rapidi, soprattutto le piccole e medie come bar, ristoranti, circoli sportivi, artigiani, tutto il terziario che ruota intorno al manifatturiero per le quali una chiusura ancora prolungata diventerebbe fatale.

Le Pmi rappresentano il cuore dell’economia della nostra regione e pertanto se l’Umbria non vuole perdere il suo cuore pulsante deve sostenere tali attori economici, non solo attraverso tutti gli ammortizzatori possibili ma anche favorendo una sana collaborazione tra queste e il sistema bancario, anch’esso chiamato a svolgere un ruolo di cruciale importanza ai fini della ripartenza. Le istituzioni locali non devono rappresentare un ulteriore scalino burocratico da superare, ma anzi, devono dimostrarsi lungimiranti ed anticipare i tempi del governo centrale, laddove sia possibile.

L’Umbria, in questo momento, deve dimostrate che da questa situazione si può uscire indenni anzi “migliori”: che questa diventi l’occasione per mettere le basi per una nuova rinascita economica, ma per farlo è necessario che tutti facciano la loro parte a tutti i livelli, perché nessuno si salva da solo. Le nostre istituzioni devono mettere in atto il giusto mix di prudenza, tenacia, competenza, visione prospettica e lungimiranza. Tutto ciò per far accadere tutte le cose che servono per camminare dritti verso la meta della rinascita in questo sentiero così impervio.

Anche i cittadini, sempre nell’assoluto rispetto delle norme, devono fare la loro parte, ricominciando ad appropriarsi degli spazi sociali della loro città e dimostrando attaccamento verso la propria terra e verso tutto il tessuto economico e sociale che la caratterizza: tutti siamo chiamati a favorire questa rinascita e noi come Perugia Civica ci impegniamo per farci portavoce di tutte le richieste che ci verranno sottoposte anche verso le Istituzioni. A tal riguardo la nostra Associazione, in virtù di input ricevuti dagli associati e dai cittadini, propone affinché vengano perseguite le seguenti azioni concrete:

  • Ridefinizione per tutto il 2020 della TARI e dell’ IMU che devono essere ricalcolate al ribasso per gli esercizi interessati dalla chiusura;
  • Distribuzione di mascherine gratuite ai residenti, in quanto l’acquisto delle mascherine soprattutto nel caso di una famiglia numerosa contribuisce ad impoverire ulteriormente le famiglie, già alle prese con mille altre problematiche da affrontare;
  • Consentire a tutti i titolari di ristoranti e bar di utilizzare il suolo pubblico senza alcun pagamento affinché possano disporre tavolini su strada, in modo tale da favorire la ristorazione all’aperto;
  • Consentire la coltivazione di terreni a uso ortofrutticolo entro i 35 km di distanza dalla propria abitazione, anche al di fuori della propria regione (se si tratta di comuni prossimi ai confini regionali);
  • Mettere a disposizione, per quanto possibile, dei commercianti del centro storico e non, a titolo gratuito, delle strutture in legno da collocare all’esterno del proprio punto vendita al fine di consentire il commercio a cielo aperto (es. Sbaracco);
  • Sostenere con finanziamenti iniziative che favoriscano la ricreatività dei bambini durante i mesi estivi in zone aperte, magari mettendo a disposizione delle aree verdi come il percorso verde.

Sono solo alcuni punti che però possono aiutare le categorie più in difficoltà a vivere questo momento e ad affrontare meglio la difficile fase futura che ci aspetta.

#covid19 #coronavirus #fase2

*Coordinatori comunali Perugia civica
(riceviamo e pubblichiamo)

Un questionario per «capire le esigenze delle Associazioni nel post emergenza»

Assisi, da lunedì cimiteri aperti tutto il giorno. «Ma in sicurezza»