TERNI – Vigili del fuoco, steward, albergatori, società di trasporto, addetti alle manutenzioni, proprietari di immobile. La lista di chi bussa a soldi alla Ternana, è chilometrica. C’è persino il Comune di Terni, che chiede il rimborso delle telecamere installate al Liberati. Nel giro di un paio di mesi su via della Bardesca si è abbattuta tempesta di decreti ingiuntivi. Iniziata con “soli” 2 milioni e arrivata a 3 in meno di dieci giorni. Una cifra immensa, figlia di 14 milioni e 700mila euro di debiti iscritti a bilancio.
Non ultimo – tra chi bussa a soldi – i dipendenti della Ternana. Non si sono lasciati andare a dichiarazioni ufficiali, ma hanno fatto sapere a più di un interlocutore di non ricevere lo stipendio da novembre 2025. In tutti i casi si tratta di soldi che, in effetti, la Ternana deve pagare da tempo. Ma un dubbio, nelle ultime ore, arrovella la mente dei Rizzo: Perché proprio ora tutti bussano a soldi? Perché i buffi accumulati da Guida e D’Alessandro arrivano a maturazione proprio adesso? Più che all’esasperazione dei creditori, la nuova proprietà pensa che ci sia altro. I Rizzo non hanno rilasciato dichiarazioni, ma i loro interlocutori hanno parlato di «curiosa esplosione». Gli imprenditori romani si sentono accerchiati. Pensano di pagare i cattivi rapporti con fette consistenti della città. Non è un mistero che con il sindaco di Terni Bandecchi le interlocuzioni siano azzerate. Addirittura c’è chi parla di litigi plateali tra la famiglia di imprenditore della sanità privata e il patron di Unicusano. Non è un mistero che non ci siano interlocuzioni con la città. Al di là della iniziale luna di miele, peraltro lasciata gestire da Massimo Ferrero, la famiglia romana non ha badato ad interfacciarsi con tifosi, fornitori, istituzioni. Un arroccamento che è poi sfociato in una sensazione di assedio.


