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La guerra dei bagni infiamma Palazzo Spada

Il sindaco Bandecchi promette «pene esemplari» per chi urina in strada ma l’ex capogruppo di Ap Verdecchia lo accusa di «machismo istituzionale»

TERNI – La politica ternana si infiamma sul fallimento della Ternana, sul nuovo ospedale, su Perugia matrigna, ma anche sui bagni pubblici. Volano parole grosse tra il sindaco Stefano Bandecchi e l’ex capogruppo di Ap Guido Verdecchia ora in attesa di entrare in Forza Italia.
Bandecchi, stanco del degrado e dell’inciviltà di urinare in strada, ha promesso «pene esemplari». Il sindaco, ricorrendo a un gioco di parole, ha tuonato come è nel suo stile, ammettendo che a Terni e nelle frazioni da anni non si curano i bagni pubblici. Quelli dei giardini della Passeggiata, per citare il caso più impellente, sono chiusi.
Bandecchi promette che nei prossimi due anni realizzerà un bel po’ di servizi igienici. Anche a Piediluco, dove recentemente un cittadino si è rivolto al prefetto perché stanco dell’urina nei vicoli del centro storico.
La discesa in campo di Bandecchi contro la pipì selvaggia ha fatto insorgere il consigliere comunale Guido Verdecchia: «Ho depositato un atto di indirizzo per dotare Terni di una rete di servizi igienici pubblici e fermare le vessazioni contro i commercianti. So bene che la nostra città affronta crisi industriali, infrastrutturali e sociali e il tema dei bagni pubblici potrebbe sembrare secondario, ma è proprio qui che si svela il bluff di questa amministrazione: l’incapacità cronica di risolvere i problemi più basilari di una comunità. La promessa del sindaco Bandecchi di multare fino a mille euro chi urina in strada ne è la prova. Punire gli incivili è doveroso, ma sventolare il libretto delle sanzioni quando la città è sprovvista delle infrastrutture igieniche primarie è pura distrazione di massa. C’è un machismo istituzionale, fatto di muscoli a favore di telecamera, che si scontra rovinosamente con i bisogni reali di anziani, famiglie con bambini, soggetti fragili e turisti. A loro non servono minacce da sceriffo, ma bagni pubblici funzionanti. Il paradosso politico è servito: il sindaco batte i pugni sul tavolo pretendendo che il Comune faccia da stazione appaltante per un’opera vitale e complessa come il nuovo ospedale, ma questa stessa giunta si dimostra incapace persino di tenere aperti i bagni de La Passeggiata. Dopo l’inaugurazione del 2023, oggi sono chiusi con una catena, e i bandi esplorativi per installarne di nuovi in città sono andati clamorosamente deserti. Per coprire questo vuoto, la giunta ha scelto la via più ingiusta: scaricare i costi sui privati. Imporre a bar e ristoranti di fare da servizi igienici pubblici gratuiti significa vessare chi lavora, addossando loro spese per acqua, pulizie e danni strutturali».

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