POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Restano fuori per ora solo centri estetici, palestre e agriturismo. Ma spunta anche una riapertura delle simil-discoteche con precauzioni. La sorpresa: il ministro Speranza dà il 10 e lode alla sanità umbra
di Marco Brunacci
PERUGIA – Pronti per la stretta finale. Il Dpcm che riapre l’Umbria, insieme al resto d’Italia, è in programma per oggi. Donatella Tesei ha già scritto l’ordinanza che riapre quasi tutto lunedì. Ma bisogna attendere di sapere dal Governo. Una cosa su tutte: le linee guida dell’Inail saranno tassative prescrizioni oppure utili indicazioni?
Ma l’Umbria il suo lo ha già fatto. Se Conte non fa dietrofront, ecco l’ordinanza, in cui si riapre il 90% delle attività produttive della Regione. All’appello mancano solo i centri estetici (attesi per il 25), le palestre (sempre il 25), le piscine (più avanti), gli ambulanti (forse si arriva a giugno) e le attività non alberghiere (gli agriturismo, per i quali il primo giugno potrebbe essere la data giusta).
Con “attività produttive” la Regione Umbria intende riaprire anche tutto lo sport. Che è attività produttiva perché si paga un ingresso o un abbonamento per giocare a tennis o a golf o praticare altre discipline.
Sulla questione del come ripartire c’è stato ieri un summit tra la presidente Tesei e il presidente dell’Emilia Romagna e coordinatore della Conferenza delle Regioni, Bonaccini. La questione di ristoranti e bar è molto sentita. I 4 metri delle linee guida per la sicurezza dell’Inail non sono obiettivamente praticabili per molti locali. Ma sia Tesei che Bonaccini sono d’accordo: comunque si deve riaprire. Entrambi ritengono che Conte debba riservare alle linee guida dell’Inail una veste di suggerimento. Questo permetterebbe di evitare i 4 metri tra tavolo e tavolo (assurdi per metà dei locali) mentre i 2 metri delle linee guida delle Regioni potrebbero essere sufficienti ad evitare contagi. Anche sui bar e sui tavoli all’aperto le Regioni sono state molto precise. Non si vede perché si debba far riferimento a linee guida da distanziamento dei pianeti.
Comunque la notizia è che Conte alle 11 di stamane avrà un incontro con i governatori. Questo dovrebbe far pensare che c’è una volontà di dialogo. Però visto come è andata giovedì scorso, con il ministro a “doppia mandata” Boccia che si è imposto per far vincere il suo Dicastero alle Chiusure, non si può dire come finirà. Ma intanto la premessa potrebbe essere delle migliori.
Una ulteriore anticipazione: l’Umbria è intenzionata anche a provare a far riaprire anche i locali per il divertimento, per ascoltare musica, sul genere delle discoteche per intendersi, con particolarissime precauzioni. Anche questo si vedrà. Ma intanto bisogna ottenere il primo risultato di oggi.
Il 10 e lode di Speranza alla sanità umbra
Ma non fosse che la situazione è quella che è, drammatica, con un nemico ancora non sconfitto, invisibile alla porta, sarebbe da sorriderci un po’: pensate due mesi di interrogazioni e interpellanze e obiezioni di ogni genere prima di prendere atto che il governo giallorosso stravede per l’Umbria, usa i provvedimenti e le linee guida umbre come strada da seguire nazionale.
Il ministro di sinistra Speranza, il moderno archetipo, unico esemplare di ministro in natura che rappresenta un partito estinto, che fa l’elenco delle priorità in sanità. Ne avesse saltata una che non fosse nelle linee guida dell’Umbria. Dallo spostamento sul territorio del focus rispetto agli ospedali in chiave di prevenzione alla necessità di aumentare del 70% le terapie intensive, dappertutto. Non era una narcisista mitomane che voleva farsi bella Donatella Tesei quando cercava in ogni dove, contro il Grande Imbronciato e Requisitore Arcuri, i ventilatori per aumentare le terapie intensive che, per buona sorte e buone scelte antivirus, fino ad ora non sono servite, ma serviranno per il prossimo futuro, per permettere a una regione e a una nazione intera di ripartire con meno angosce.
Nella nuova sanità è previsto l’infermiere di quartiere che sta tutto dentro al focus verso il territorio, in cui il nuovo direttore generale dell’Umbria, Dario, è una specie di profeta nazionale. Ha già praticato la sua teoria in Veneto, ora la sta trasferendo a tempo record in Umbria. Ma il passaggio che non ha prezzo è quello in cui il Governo dice che servono ospedali smontabili anti Covid che possono essere portati nelle zone dove sono necessari in tempi rapidi.
E se adesso l’assessore alla sanità Coletto pubblica un estratto delle interrogazioni e interpellanze con soufflè di interventi vari in Assemblea legislativa degli oppositori puri e duri (non si fanno i nomi per carità di patria) li licenziano dai giallorossi? E dite che lui si prende una rivincita?
E via, visto che ci siamo, ma quelle sprezzanti ironie sull’ospedale da campo che arriverà a giugno come devono essere intese? Dice il piano di Speranza che sono strutture fondamentali. Dai non è vero: non può, Speranza, proprio lui. E il Bori rappresentante medico dell’alto consesso del Pd nazionale che è stato decisivo per le linee guida della nuova sanità illustrate da Speranza, sarà lo stesso che in consiglio regionale attaccava l’ospedale e Bankitalia che lo ha finanziato? Forse no, è solo una omonimia.
E chi ha sempre sostenuto che quell’ospedale era l’ultimo tassello e la scelta logica e conseguente in una battaglia che al momento non ha limiti di tempo, contro un nemico invisibile, infido e ancora sconosciuto, in un momento in cui è necessario per non affondare tutti, riaprire e prendersi dei rischi, cos’è? Proponiamo una risposta: un volontario a fare la guida di gente resa cieca dal più cupo interesse ideologico?
E che figura ci fa quell’opposizione grillante, grillina e urlante, che è stata contro, per tutto e il contrario di tutto, all’assessore alla sanità colpevole di essere geometra ed esperto di sanità, come adesso gli riconosce il governo giallorosso e il ministro rosso fisso Speranza?
Il ruolo dell’opposizione è fondamentale. Quando decide di passare il suo tempo a guardarsi l’ombelico è un problema per l’opposizione, per la maggioranza e per la democrazia in generale.
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