POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Ma potrebbe solo affiancare il sindaco in una situazione di predissesto dovuta allo sbilancio del 2020. Il Pd con Verini spara a zero, più lucido stavolta Bori che punta su due “debolezze”. Ma la Regione si gioca il futuro sulla ripartenza post Covid non sul passato
di Marco Brunacci
PERUGIA – Montefalco, interno giorno. Dopo una notte di trattativa si scopre che oltre allo sbilancio del passato (sindaco l’attuale presidente della Regione, Donatella Tesei) ci sono altri 550mila euro da tira fuori. I quali, uniti alla rata per sanare lo sbilancio degli anni precedenti, fanno arrivare il conto a circa un milione e 300 milioni. Il sindaco attuale,Titta, anche lui di centrodestra, alza bandiera bianca. Il previsionale del 2020 quindi non viene approvato, la parola passa alla Prefettura.
Del vecchio bilancio e dei 4 milioni e passa che dovevano essere ripianati si sa tutto, con la – ora – governatrice dell’Umbria Tesei che ha fatto sapere a più riprese le sue ragioni e l’opposizione che l’ha attaccata in ogni modo, parlando di orrido buco.
Ricominciare a spiegare tutto da capo non è utile, anche perchè si era trovato un modo per un ripiano in 15 anni di quei debiti. Non tutti erano convinti che fosse un gran piano ma adesso serve investigare sulle ragioni dei nuovi 550mila euro che mancano.
Per certo l’attuale giunta comunale non ha lavorato nei tempi e nei modi necessari (si è mossa solo ad agosto) in una situazione finanziaria insidiosa. Ma come non ricordare che c’è in atto uno scivolamento degli asset delle entrate – detto in linguaggio forbito – o più semplicemente una situazione dovuta ai cittadini che non hanno i soldi per pagare le tasse comunali causa crisi del Covid. Riguarda Montefalco e un sacco di altri comuni che potrebbero saltare, tenendo presente che il Governo si è limitato a promesse che vanno bene ai Comuni più forti, ma sono assai meno convincenti per i piccoli e per i fragili.
Per chiarire con un esempio: in Regione mancano all’appello 35 milioni di entrate dovute al Covid, il Governo si è impegnato per 28 milioni. Ci sono 7 milioni di sbilancio e la necessità di una fede incrollabile nelle istituzioni per dormire sonni non dico tranquilli ma non troppo agitati. Ma ammesso che il Governo mantenga le promesse, vanno cercati comunque 7 milioni. E dove li trovano con questi chiari di luna? La spending review continua diventa una necessità. E fare l’assessore al bilancio un incubo.
Nei Comuni va anche peggio, per cui ecco Montefalco che si appresta a una stagione molto dura, tenendo però presente che il territorio è assai vitale, segno che il Comune ha investito per i cittadini. Magari troppo – anzi troppo di sicuro – e però per i cittadini.
Va da sé che questo diventa un’insidia che può diventare un vulnus per la presidente Tesei. L’opposizione ha tirato dall’inizio del mandato a palle incatenate su tutto per screditare l’immagine della governatrice che però ancora gode di larga fiducia. Anche perché diversi fragorosi colpi a vuoto sono stati sparati. Come quelli, per dire solo di un tema, sull’ospedale da campo che è ora diventato un modello in tutta Italia per volontà del governo giallorosso.
Valter Verini, commissario del Pd dell’Umbria, in attesa che il congresso scelga il nuovo segretario regionale, approfitta di Montefalco per sparare a zero su tutte le amministrazioni di centrodestra umbre. Non ci sono spunti critici, ma una catilinaria ricca di invettive.
Stavolta invece, sulla questione, è più ludico e stimolante il di solito guascone capogruppo in Regione Bori, che vuol portare Tesei su due terreni per lei scivolosi. Uno, american style: la presidente – sostiene – sulla vicenda Montefalco ha mentito in campagna elettorale ma soprattutto come governatrice. Bori così si assicura l’applauso dei suoi, ma non sembra sfondare davvero nel resto dell’opinione pubblica. Per un motivo: il “mentire” qui è legato all’uso dell’espressione “buco di bilancio”. Per la Tesei non di “buco” si è trattato, ma di sbilancio dovuto per altro a tre diverse cause, Bori non vede distinzioni e picchia. Sapendo che Tesei è comunque su un terreno scivoloso.
Secondo: Bori avanza l’idea che essendo Tesei incapace di fare un corretto bilancio del piccolo comune di Montefalco, non possa che far male col bilancio della grande Regione. Qui però fornisce facili argomenti alla replica della Tesei. Per la quale è facile rispondere che la sua azione in Regione è partita non certo da un fiore di bilancio lasciato dall’amministrazione di centrosinistra, anzi per rimetterlo in salute c’è voluto un lavoro di squadra faticoso e una spending review ficcante. In secondo luogo: lei ha già fatto salti mortali per tenere i conti in equilibrio, con un Governo che prende impegni generici e comunque non sufficienti per far fronte alle esigenze. Terzo: la squadra che ha messo in campo in Regione ha tutto un altro spessore rispetto a quella del piccolo Comune.
Come si vede Bori stavolta è astuto, meno approssimativo di Verini, ma i risultati che può ottenere sono quelli di una legittima e perfino doverosa propaganda. Perché – da ogni parte si guardi la questione – il fronte sul quale potrà ottenere risultati e fare breccia sull’elevato consenso di Tesei non è Montefalco e il suo bilancio.
In un momento come questo l’attenzione della gente è tutta sulla ripartenza post Covid e sulle misure che Tesei saprà mettere in campo e sulla sua capacità di “far arrivare a terra” gli aiuti che ha promesso alle attività e alle famiglie che ne hanno diritto. La partita si gioca tutta qui. Su questo l’opposizione deve incalzare. Su questo Tesei deve mostrare il suo valore e le va concesso di lavorare con serenità.
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