«Mobilità, spazi e servizi migliori: tutto quello che manca nell’ordinanza Tesei»

La dura posizione di Altrascuola – Rete degli Studenti Medi Umbria

di Altrascuola – Rete degli Studenti Medi Umbria
(riceviamo e pubblichiamo)

PERUGIA – La presidente della Regione Umbria Donatella Tesei ha deciso di restringere le misure, enunciate ieri da Conte, con un’ordinanza che sarà in vigore dal 21 ottobre fino al 14 novembre.

Si è focalizzata soprattutto sull’ambito scolastico e della mobilità pubblica, prendendo come riferimento i dati che riportano il 70% dei contagi nella fascia d’età tra i 14 e i 30 anni. A questo proposito, è stato stabilito che il 50% degli studenti utilizzeranno, alternandosi con la restante parte, la didattica a distanza. Saranno le scuole a dover decidere, a breve, come funzionerà la turnazione. Dichiara Matias Cravero, coordinatore di Altrascuola – Rete degli Studenti Medi Umbria: «La situazione con cui la Presidente Tesei si è dovuta confrontare fin da quest’estate era una situazione sì emergenziale, ma che non rappresentava più una novità. C’erano misure importanti da prendere e che abbiamo reclamato a gran voce per evitare di nuovo una chiusura generalizzata delle scuole e le innumerevoli difficoltà che la Dad ha comportato per tutti noi. Serviva non solo, come si è arrivati ora a fare, ridurre l’indice di capienza massima dei bus, ma anche investire in mobilità, acquistare nuovi mezzi, potenziare il servizio, abbatterne i costi. E i risultati di queste negligenze si sono poi visti, non solo nell’acuirsi del dramma sanitario, ma anche nel servizio manchevole che i cittadini hanno ricevuto». «Bisognava fare poi un ragionamento di sistema sugli spazi insufficienti», prosegue Cravero, «i quali rappresentavano un’emergenza anche prima del covid, e su cui è calato il silenzio per tutta l’estate salvo poi l’allarme lanciato da molte scuole del territorio a settembre».

Conclude: «Sono queste le risposte che le studentesse e gli studenti umbri non hanno ricevuto dalla fine dell’anno scolastico scorso, nel mentre si faceva loro la paternale sulla movida sfrenata: di questo silenzio oggi continuiamo a pagarne le conseguenze sulla nostra pelle in termini di lacune formative e sociali fondamentali negli anni dell’adolescenza».

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