Caos asili nido, Palazzo Spada verso l’affidamento alla cooperativa Actl

I sindacati: «Il 2 marzo abbiamo sollecitato un incontro con il sindaco di Terni Bandecchi. Nessun segnale di vita»

RE. TE.

TERNI – «In data 2 marzo, a mezzo Pec, abbiamo sollecitato un incontro con il sindaco di Terni per discutere della programmazione e delle riaperture dei servizi educativi comunali». La funzione pubblica di Cgil non ha avuto un riscontro. Nessuna risposta da Palazzo Spada. E siamo alla fine maggio, con la sezione 0-6 del Centro Infanzia Rataplan, che chiude – la notizia è stata comunicata alle famiglie lo scorso 13 aprile senza un confronto con i diretti interessati né tantomeno con le rappresentanze sindacali – e con il personale in affanno per la gestione emergenziale da parte del Comune (continuano le chiamate dell’ultima ora per coprire il quotidiano). Sullo sfondo resta inoltre sospeso il piano del fabbisogno del personale, fortemente voluto dalla precedente giunta Bandecchi e ora messo in stand by dalla nuova assessora Laudadio, che prevedeva l’assunzione di quattro educatrici a tempo indeterminato attraverso graduatoria concorsuale, un nodo che alimenta ulteriormente le preoccupazioni sul futuro dei servizi educativi comunali e che, secondo i sindacati, potrebbe rappresentare un segnale di una maggiore predisposizione dell’amministrazione verso le esternalizzazioni.

«La sezione 0-6 del Rataplan rappresenta un modello educativo avanzato – tuona il Movimento Cinque Stelle – previsto dalla riforma del 2017, che supera la distinzione tra nido e materna per offrire un percorso pedagogico unitario, e smantellare questo presidio significa ignorare i bisogni di una città come Terni, che si trova all’84esimo posto in Italia per natalità e che negli ultimi quindici anni ha visto diminuire la propria popolazione di 8mila unità». Un paradosso: la Regione approva un Piano Scuola da 22 milioni di euro per potenziare il sistema integrato e aumentare i posti nei nidi, il Comune di Terni riduce l’offerta.

E mentre i Cinque Stelle attendono un chiarimento da Bandecchi in merito alle motivazioni che hanno portato alla decisione di chiudere la sezione 06 del Rataplan, tira aria di esternalizzazione dei servizi educativi per almeno due strutture. Una mossa, quella dell’affidamento del servizio alla cooperativa Actl, che preoccupa il sindacati e educatrici. «Invece di assumere un numero spropositato vigili urbani – sottolinea Andrea Pitoni (Fp di Cgil) – abbiamo chiesto al Comune di investire sul personale educativo»

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