Asl unica, lunedì 8 summit di maggioranza per decidere la sede. A guidarla sarà un vicerè più potente della presidente della Regione

Si va avanti sulla ipotesi incomprensibile, nonostante tutte le controindicazioni segnalate anche da sinistra. La soluzione Spoleto finisce ko, sale Terni, ma Perugia pronta a incatenare la sua sede alla Fontana

DI Marco Brunacci

PERUGIA – La Asl unica per l’Umbria? È incomprensibile. Per tanti, tantissimi. Anche a sinistra.
E però la Giunta Proietti ha deciso: si deve fare. È partito spedito lo stesso treno che ha portato a 250 milioni in più di tasse tra il capo e il collo degli umbri, senza che ci fosse una motivazione.
Ecco così che è stata fissata la data dell’atteso summit di maggioranza, annunciato da Umbria7, e che dovrà decidere la sede dell’Asl unica: sarà l’8 giugno.
Per buona sorte degli umbri, ancora le idee sulla sede, all’interno della maggioranza di governo, sono molto diverse.
L’ipotesi Spoleto è appena tramontata, la soluzione Foligno è proprio complicata.
Resta in piedi l’idea di trasferire la sede a Terni, per recuperare consensi in quella città penalizzata dalle ultime scelte della Regione, ma sarebbe uno schiaffo a due mani in faccia a Perugia.
Avvertenza: se Perugia oggi tace è solo perchè si organizza per incatenare la Asl alla Fontana, per non farsela scippare.
Per tornare sul merito di una Asl unica, attenti osservatori, da sinistra, provano ancora a far riflettere la Giunta Proietti.
E spiegano: la sanità è più dell’80% del bilancio regionale, una parte di quel bilancio va gestito insieme all’Università (gli ospedali di Perugia e Terni). Il grosso è la Asl unica.
Conclusione: la presidenza della Regione non conterebbe più nulla rispetto al direttore generale della Asl unica, il.quale diventerebbe una sorta di vicerè plenipotenziario.
Raccontavano che, quando a cavallo del 2010, si iniziò a discutere sull’ipotesi di Asl unica, scartandola nel giro di pochi mesi, restò famosa la battuta scherzosa di un manager principe della sanità umbra di quel periodo, Walter Orlandi: “Il dg potrei farlo solo io, che sono il più bravo sia come tecnico che come politico”, diceva ridendo.
Possibile che la Giunta Proietti non abbia riflettuto sull’enorme potere che avrebbe il dg di una ipotetica Asl unica nella piccola Umbria? Non pensa che sarebbe del tutto sproporzionato?

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