POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Per la prima volta calano in maniera sensibile gli attualmente positivi. Restano 8 decessi e 604 nuovi casi ma su più di 5mila tamponi, con una percentuale di infezione migliore a quella di ieri
di Marco Brunacci
PERUGIA – I bollettini giornalieri dei dati sul Covid non sempre danno il senso di quello che sta succedendo.
Ma visto che servono anche a far cambiare di colore alle Regioni, secondo il criterio semaforico scelto dal Governo Conte, i bollettini giornalieri devono essere considerati utili a qualcosa. E stavolta merita una riflessione un dato nel bollettino umbro di oggi: sono stati registrati 990 guariti, un vero record, che magari saranno il risultato di comunicazioni non giunte tutte nelle stesse ore ma sono un numero così elevato che dimostrano una cosa: l’Umbria è stata investita come tutte le regioni dal tornado Covid di settembre ma sta reagendo alla seconda ondata, la sanità ha retto e sta perfino partendo una sorta di controffensiva – se si sceglie una terminologia militare – che permette di mitigare l’impatto di nuovi positivi e far girare il trend (o almeno iniziare una sorta di rettifica della rotta, che ha bisogno di conferme ma qualche speranza può giustificarla).
E allora: tenendo presente che i nuovi casi di contagio sono 604 su 5014 tamponi, con una percentuale migliore rispetto al 13% di ieri, ma che, facendo il conto matematico sugli attualmente positivi, porta per la prima volta nella seconda ondata a un calo netto di 394 attualmente contagiati.
I decessi sono 8, che sono altrettante tragedie, ma che fanno parte di un orribile conteggio che siamo ormai abituati a fare come variabile che non dipende in maniera automatica dall’espansione dell’incidenza del virus. C’è anche un ricovero in meno in rianimazione e questo è un elemento molto positivo visto che il lato debole della risposta al Covid della sanità umbra sta proprio nella disponibilità di terapia intensive (in tutto 127).
I ricoveri in posti Covid sono in aumento di 4 unità, anche qui però si resta stazionari intorno ai 420-430 casi su una disponibilità di posti letto che, già da ora, si avvicina ai quasi 600 del piano di contenimento (e quindi è ancora lontana la soglia per far scattare il piano di emergenza).
Il nodo vero dell’emergenza Covid – in Umbria soprattutto, ma dappertutto – resta quello degli anziani che sono i più esposti agli effetti dell’infezione virale con esiti molte volte letali. E quindi va comunque sottolineato un dato in discesa: il -2 dei positivi in Rsa dedicate (si passa da 53 a 51).
Un raggio di sole? Diciamo un bagliore di luce. In questa nebbia da Covid, che con così poca lucidità è stata affrontata, e che è stata troppo spesso usata più per fini politici che scientifici (ma qualcuno sa che cosa è successo e sta succedendo in Cina? E qualcuno lo ha chiesto alle grandi autorità mondiali o davvero – come tanti segnali dicono – la stragrande maggioranza si è arresa alla logica di “quel che conta è la (mia) salute” e il resto poco importa? Perché se così fosse il futuro è buio come il presente, perfino un po’ di più).
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