La sede di Confindustria a Perugia (foto unimpiego.it)

Confindustria, il fronte dei critici vota contro il bilancio (fiorente ma non attento alle esigenze degli associati, dicono) e apre la partita del dopo Alunni

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La critica parte dalla “scarsa sensibilità” dell’attuale governance, che ha modi per ribattere ma ormai è evidente che si sta aggregando quella che sembra voler diventare da qui a primavera la nuova maggioranza

di Marco Brunacci

PERUGIA – Appena partita ufficialmente su Cityjournal la campagna per l’elezione del nuovo presidente di Confindustria Umbria, ecco che si apre il primo fronte critico con l’attuale presidente Antonio Alunni, in carica per un altro anno.

Il dopo Alunni comincia da qui ufficialmente. L’atto dell’inizio della campagna per la nuova presidenza è un voto, quello sul bilancio, di solito una formalità, ma che stavolta è stata l’occasione per marcare una differenza e segnalare, come dire, una sofferenza.
Allora, la cronaca: assemblea “privata” di Confindustria, si vota per l’elezione di membri del direttivo, poi ecco il bilancio con relativo pagamento delle quote associative. Su questo secondo punto c’è chi vota contro. Pochi, ma è un segnale.
Il problema? Quello segnalato da Cityjournal due giorni fa: il bilancio dell’associazione è fiorente, ma il fronte dei critici rimprovera al presidente che non ci siano iniziative in favore dei soci in difficoltà, per esempio la possibilità di non pagare le quote associative.
Di per sé non sembra una questione insormontabile, ma è l’affiorare della punta dell’iceberg del malessere e un primo atto del dopo Alunni e un inequivocabile segnale per cercare equilibri diversi in quel complicato meccanismo di pesi e contrappesi che porterà a disegnare la nuova leadership del sindacato degli imprenditori.
Il fronte dei critici ritiene che ci sia stata, da parte dell’attuale dirigenza, una “scarsa sensibilità” nei confronti degli associati che hanno problemi in questo periodo buio per tante imprese e per l’economia in generale. E’ facile sentir ribattere in ambienti vicini alla presidenza che ci sono delle regole e insieme alle regole l’intelligenza per applicarle secondo buon senso, ma senza svilire i principi.
Ma qui forse il presidente Alunni, che ha i suoi bei pregi, come elencati da Cityjournal nell’articolo precedente, mostra la sua principale pecca: non sempre è capace di ascoltare i suggerimenti, neanche di quelli che gli stanno vicinissimi, e farne tesoro per modificare decisioni, rendere più duttili e flessibili iniziative, disegnare più ampie strategie.
Conclusione, come già accennato: il malessere viene a galla, adesso partono i tam tam per radunare una maggioranza alternativa a quella che ha portato Alunni alla presidenza.
Premesso che Alunni sta concludendo i suoi mandati e non può essere rieletto, è evidente però che c’è un gruppo pronto a formare la base per il nuovo presidente. Si decide a primavera, quando saranno indicati i saggi chiamati a scremare le candidature, possibilmente portandone una unica e sostanzialmente unitaria in assemblea, perché – come detto ieri – spaccarsi in questo momento sarebbe un irreparabile danno di credibilità per l’associazione intera, per gli eventuali vincitori come per gli eventuali sconfitti.

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