L’Umbria è in fascia gialla: ecco cosa si può fare. E intanto migliorano i dati sui contagi

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Qualche spiraglio nei numeri: ricoverati nuovi ai minimi e per la prima volta il saldo tra nuovi guariti e contagi – sottolineano i tecnici – è sotto quota 300 nonostante il numero sempre elevato di tamponi eseguiti (4mila)

di Marco Brunacci

PERUGIA – Oramai, come anticipato da Cityjournal, si può dire: l’Umbria è tra le zone gialle dell’Italia, quindi quelle a più basso livello di pericolosità per la diffusione del virus.

I dati di riferimento per altro sarebbero quelli della penultima settimana di ottobre, quindi di sicuro meno problematici rispetto a quelli più recenti. Ma,al di là delle situazioni meramente algebriche, resta il fatto che l’Umbria ha fatto fronte all’ondata dei contagi, anche stavolta con impegno e dedizione e anche con qualche buon risultato, tenendo presente che tutti sono stati colti di sorpresa dalla velocità di propagazione della pandemia.
Che si può fare in zona gialla, ammesso, come sembra, che l’Umbria venga confermata in questa fascia?
Allora, riassumendo: valgono tutte le disposizioni generali nazionali, quindi coprifuoco dalle 22 alle 5 a partire dal 5 novembre e fino al 3 dicembre. Ci vorrà eventualmente una autocertificazione, quindi il modulo di marzo, per spostarsi nel periodo del coprifuoco, che attesti ragioni di lavoro, salute o necessità.
Quindi sono previsti limiti sul trasporto pubblico (al 50% della capienza).
Saranno chiusi musei e mostre, mentre per i centri commerciali vale la decisione di tenerli chiusi sia nei festivi che nei prefestivi, ad eccezione dei generi alimentari, delle farmacie, tabaccherie ed edicole.Per i bar e ristoranti valgono le norme attuali: aperti fino alle 18.. Niente slot machine.
Per le scuole vale l’ordinanza della Regione Umbria che non impone solo il 100% della didattica a distanza per le scuole superiori ma anche per le scuole medie.
Questo il quadro.
Per gli spostamenti tra Comuni non dovrebbero esserci problemi, per andare invece in Regioni rosse o arancioni varrà l’autocertificazione che comprovi i motivi di necessità.

UNO SGUARDO AI DATI

I provvedimenti regionali (più di quelli nazionali) stanno cominciando a dare qualche segnale incoraggiante nei numeri dei contagi come abbiamo accennato ieri? Vediamo un po’: ieri il tasso dei positivi sul numero dei tamponi era sul 10%, oggi siamo al 12. Ieri c’era un segno meno in tema di ricoverati. Oggi l’aumento è molto limitato:più 3 e solo 1 in terapia intensiva. Restano 6 decessi.
Il totale dei contagi è molto lontano dal picco dei 700 dei giorni scorsi pur restando alto il numero dei tamponi eseguiti (4mila). I guariti sono tornati a salire a quota 221, il doppio della media delle ultime due settimane.
I “tecnici” dicono che il dato migliore è quello del saldo tra nuovi guariti e contagi, che è finalmente sotto quota 300. E questo sempre con 4 mila e più tamponi, che rispetto a quello che fanno in Basilicata ma anche in Campania, è da record mondiale.
Non è un caso che il neo consulente a titolo gratuito della Regione Umbria, Guido Bertolaso, stia parlando di un punto di partenza molto interessante per lavorare in squadra. Anche se il fattore tempo è tutto – afferma – e bisogna prevenire i possibili eventuali peggioramenti delle situazioni.

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