POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Tesei: credito decisivo per il rilancio post Covid. I depositi umbri aumentano (quasi 17 miliardi), ma gli impieghi dal 2013 sono diminuiti del 15% (-3 miliardi). La svolta di Banca Centro, con Campagna nuovo presidente
di Marco Brunacci
PERUGIA – Sul piccolo risiko bancario umbro, i lettori di City journal sono informati. Passo dopo passo. Ora la presidente Tesei ha spiegato e ufficializzato nel suo intervento in Assemblea regionale quale è l’auspicio della Regione per il mondo del credito per il 2021: «Potremmo vedere operare in Umbria – ha detto Tesei – due banche solide con forti connotazioni territoriali, una banca nazionale che ha recuperato una vocazione territoriale persa, e due grandi gruppi nazionali. Un assetto, che insieme al rilancio della nostra Gepafin, potrebbe accompagnare il difficile rilancio territoriale post Covid».
Questo il finale sperato, partendo da una situazione che Tesei ha così sintetizzato con numeri sonanti: “Nel 2013 gli impieghi in prestiti a famiglie ed imprese in Umbria erano 20 miliardi, oggi, dopo 7 anni, i miliardi sono 17 (-15%). Nel 2013 il monte depositi era in Umbria di 14,6 miliardi, oggi, dopo 7 anni, siamo arrivati a quasi 17 miliardi, il 15% in più”.
Il ruolo del credito è fondamentale in generale – ha aggiunto Tesei – ma nella fase che ci accingiamo a vivere, del post Covid, sarà determinante per delineare il futuro dell’economia e delle famiglie dell’Umbria.
Ecco allora che i positivi segnali del piccolo risiko vanno ancora sottolineati. Per CariOrvieto il grosso è deciso: Popolare Bari ha fatto un passo indietro, Mediocredito centrale uno in avanti. La Fondazione Cassa di risparmio di Orvieto è tornata protagonista. Risultato: una delle due banche locali indicate da Tesei come potenziali protagoniste sta tornando ad essere umbra e per l’Umbria, con una mission definita. Si tratta di indicare il nuovo direttore generale e partire con un piano industriale logico e conseguente. Se non ci sono intoppi, sempre possibili nel credito, la strada è segnata.
La novità di queste ore arriva da Banca Centro, ex Bcc di Mantignana. Il passaggio di consegne tra il presidente Giovagnola e il nuovo leader Campagna, presidente in carica della finanziaria della Regione Gepafin, segna un evidente cambio di rotta. Non più barra sulla Toscana, ma priorità all’Umbria.
Ora si tratta di capire se Campagna potrà restare anche alla guida di Gepafin. Le scuole di pensiero sono due: chi pensa che sia inammissibile (che sembra essere poi la posizione di Unicredit, azionista di riferimento di Gepafin) e chi vorrebbe chiudere un occhio sull’eventuale obiezione dell’incompatibilità di fatto più che di diritto. Il nodo non sembra destinato a sciogliersi subito. La decisione strategica è quella sul futuro di Gapafin e di Svilupppumbria, l’altra finanziaria regionale. Se si va verso la fusione, da qui a qualche mese, la sostituzione di Compagna sarà inevitabile, altrimenti si potrebbe proseguire così. In Regione si sta riflettendo. Una fusione, par di capire, sarebbe vista con favore da Bankitalia, e non è poco. Permetterebbe di avere nella medesima testa il conto del debito e quello del credito. Ma la decisione non è presa.
Intanto Banca Centro però torna ad essere grande protagonista del credito in Umbria, e questo è invece sicuro.
Altre notazioni positive: Carit e Desio (con Bps) proseguono sulla strada di una solida intesa. Inoltre c’è l’impegno confermato di Unicredit in importanti dossier umbri, come quello dell’aeroporto. Banca Intesa, l’altro grande player nazionale del credito, non mancherà di far sentire la sua voce.
Insomma, a vedere così, l’auspicio di Tesei, al di là della fondamentale questione della fusione (o no) di Gepafin e Sviluppumbria, ha le premesse per non restare solo un auspicio.
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