POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Secondo indiscrezioni, sarebbe già delineato un soggetto unico, che riunirà le due finanziarie regionale attuali, da affidare a un manager esperto di finanza strutturata e dovrà garantire maggiore efficienza. I tempi? Rapidi
di Marco Brunacci
PERUGIA – Sviluppumbria e Gepafin, pronte le partecipazioni di nozze. Se stai ad ascoltare certi insistenti tam tam è fissata anche la data e prenotata pure la location per la cerimonia. Ma magari c’è chi corre troppo.
Fatto sta che la linea di grande rigore sulle 14 agenzie e società partecipate della Regione, che dovrebbe cominciare a dare i primi frutti concreti entro una manciata di giorni, ormai non si discute più. La presidente della giunta regionale Tesei è parsa determinata come non mai. Tutta la maggioranza è convinta, dall’opposizione poco possono dire perchè, quando le parti erano invertite e governavano, l’intenzione più volte espressa era quella di metterle sotto controllo e il risultato è stato quello di non esserci mai riusciti, in decenni di Governo.
E allora: si dice che il futuro di Sviluppumbria e Gepafin, le due finanziarie regionali, sarà un unico soggetto guidato da un manager esperto di finanza strutturata, che possa essere all’altezza della sfida complessa del rilancio dell’Umbria nel post Covid. Niente illazioni. Ma se il nome è quello dicono potrebbe rappresentare una garanzia.
Si sa che la via delle nozze è stata aperta di fatto dalla scelta del leader attuale di Gepafin, Campagna, di guidare Banca Centro, ex Bcc di Mantignana. La sua sostituzione non sarebbe automatica ma si sa che Unicredit, partner di primo piano di Gepafin, chiede per le finanziarie regionali manager autonomi, non legati a istituti di credito.
Visto poi che è già uscito lo storico direttore di Sviluppumbria, Mauro Agostini, un pezzo di storia del Pci-Pds-Ds-Pd, l’occasione che si presenta alla presidente Tesei è, come dire, unica.
Un nuovo soggetto potrebbe garantire decisioni veloci, meno burocrazia, un rapporto più diretto e immediato con le aziende, che sono – come detto e scritto – il partner scelto da Regione Umbria per creare lavoro e far ripartire la macchina inceppata del pil umbro, provato da una crisi epocale come quella del Covid. E’ proprio difficile immaginare che qualcuno, dentro e fuori la maggioranza, possa opporsi a questo progetto che sprizza – almeno sulla carta – suggestioni virtuose da tutti i pori. Nel cda del nuovo soggetto sarebbe infine facile trovare posto per chi pensasse di essere penalizzato (in FdI si ascoltano spesso lunghi elenchi di lamentazioni).
I tempi per la fusione? Prima possibile, ripete il tam tam dal quale siamo partiti. E se si va davvero a snellire, razionalizzare, far lievitare efficienza e rapidità nelle decisioni, saranno le imprese umbre a festeggiare. Ma – come in tutte le scelte di politica economica in questo frangente mai così tempestoso – guai sbagliare.
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