Treni, pronto il raddoppio del Freccia rossa. Aerei, l’Umbria punta su Monaco

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il Defr della Regione indica la strategia: salto di qualità nei trasporti per fare turismo da protagonisti. L’hub in Germania apre possibilità ed è più vantaggioso economicamente rispetto a Londra, che manterrà un collegamento diretto

di Marco Brunacci

PERUGIA – Abbiamo raccontato che cosa si scopre leggendo il Documento di economia e finanza della Regione, il Defr, opportunamente snellito e riformato. Nei prossimi tre anni la Regione punterà tutte le sue carte sulle imprese, sulla loro capacità di essere motore di sviluppo per l’economia regionale asfittica, che viene da un decennio di stagnazione, dopo un anno a precipizio (nel 2008, con la grande crisi finanziaria internazionale), e che o si riprende o condanna l’Umbria ad imperituro declino.

Sarà l’impresa a dover creare lavoro e quindi più opportunità per tutti. Una grande responsabilità, una scommessa sul filo del rasoio, una giravolta di trapezio senza rete. Ma non sono tempi facili e il futuro può essere nero cupo. E allora via, pronti a vedere e ad annotare risultati, positivi o negativi. Non di chiacchiere si può qui trattare, ma di concreti passi in avanti o pericolosi scivoloni.

TANTA SPENDING REVIEW

Su questo altare la Regione si impegna a bruciare la malaburocrazia e a investire i risparmi che farà con la spending review continua, con la razionalizzazione e i risparmi sulle agenzie o società partecipate. Qui tutto il lavoro convergerà. L’Umbria non si arrende alla decrescita felice, con la quale si sollazza qualche anima bella ma che è una spada di Damocle sulla testa delle componenti più fragili della società.E questa almeno è una buona notizia.
Detto ciò, rispetto al primo articolo sulla filosofia generale del Documento, ecco due settori che meritano attenzione particolare. E che sono collegati l’uno all’altro: trasporti e turismo.

VIA CON I TRENI VELOCI

Delle infrastrutture viarie si è detto e ridetto. La presidente della giunta regionale Tesei si è impegnata all’assemblea di Confindustria a terminare i pluridecennali lavori. Sul raddoppio ferroviario idem. Ma ci vuole ancora tempo.
Cosa si può fare subito: treni veloci e arei che volino avendo un senso compiuto, non a casaccio sulle rotte dei gabbiani.
I collegamenti veloci sono stati il leit motive di tanti incontri già fatti nei mesi scorsi con Trenitalia. Ora si tratta di chiudere. L’obiettivo è il raddoppio del Freccia rossa da Perugia a Milano e una soluzione-Orte per il sud dell’Umbria. Il raddoppio – stando a indiscrezioni ci sarebbe già stata una intesa di massima prima che arrivasse il ciclone Covid – del Freccia rossa è questione di costi più un sovrappiù di pazienza. L’attuale Freccetta rossa che parte a ore antelucane ma che comunque da qualcuno utilizza è pronto per essere affiancato da un altro treno che parta intorno alle 8 di mattina e faccia ritorno a Perugia a sera. Così è un collegamento vero per Milano.
Per il sud dell’Umbria, si tratta di ottenere una fermata a Orte sui convogli Roma-Milano, per avere una sponda per i passeggeri umbri. Anche qui non si è indietro con le trattative.
Tutto questo significa più occasioni per il turismo, oltre che più possibilità di spostamenti comodi per gli umbri.

DECOLLARE CON UNA STRATEGIA

Ma il “turismo da protagonisti”, che è lo slogan che sceglie il Defr, punta tanto sugli aerei. Ed ecco che l’aeroporto San Francesco diventa sempre più centrale nella strategia dell’Umbria di domani (sempre che vada – come tutti si augurano – per il verso giusto).
L’aeroporto regionale farà soprattutto incoming – questo è un punto chiaro nella strategia complessiva – quindi sarà fondamentalmente un attrattore di turisti, gruppi o singoli (per esempio gli ambitissimi “silver”, pensionati ad alta capacità di spesa che scelgono di visitare luoghi di loro elezione o addirittura andare a vivere in un posto diverso da quello nel quale hanno lavorato), puntando sulle stelle più luminose del turismo regionale, da Assisi al Trasimeno, alle colline ai borghi di fascino, di cui è piena l’Umbria, da nord a sud, da ovest a est.

I SILVER NEL MIRINO

La strategia prevede, per cominciare la nuova stagione, attendendo sempre che il Covid si plachi, la definizione di un hub internazionle di riferimento. Tutti sono ormai convinti che la proposta migliore sia quella che arriva da Monaco di Baviera, che apre rotte tedesche per il turismo e consente agli umbri di raggiungere il mondo intero con uno scalo nel sud della Germania. Economicamente l’intesa è assai più vantaggiosa rispetto a Londra, che comunque avrà un suo collegamento diretto con l’aeroporto umbro. Come pure lo avranno i Paesi bassi. Se non ci saranno colpi di scena, la strada grosso modo è segnata.
Dal binomio nuovi trasporti-turismo si attendono notizie positive per tutta l’economia umbra. E guai se non succede.

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