POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Arriva venerdì. L’Umbria riparte, con lo screening dei 44mila in corso. Nessuna novità per la disciplina dei centri commerciali. Possibile invece il riconoscimento per bar e ristoranti del servizio mensa, laddove c’è l’apposito codice Ateco
di Marco Brunacci
PERUGIA – Lotta al Covid. La nuova ordinanza della presidente Tesei è pronta, serve solo ancora qualche limatura. Venerdì pomeriggio verrà resa nota.
La prima disposizione riguarda la ripartenza delle scuole superiori in presenza (con 50% di Dad), secondo l’impegno che l’Umbria si era presa a inizio gennaio. Lo screening che sta accompagnando la riapertura è entrato nel vivo proprio in questi giorni,. Ci sono le prime prenotazioni, poi spera che ogni scetticismo soprattutto da parte degli studenti venga superato.
La Regione ha compiuto uno sforzo economico notevole per consentire ai 44mila della scuola, studenti, insegnanti e personale, di poter effettuare i tamponi rapidi. L’operazione costerà un milione e ha consentito di mettere in rete 160 farmacie tra pubbliche e private, anche con drive-in organizzati in punti strategici dell’Umbria.
Ora si tratta di vedere se lo screening permetterà di avere indicazioni sufficienti per continuare serenamente l’anno scolastico in presenza.
Insieme alla riapertura del 25, l’ordinanza dovrebbe dare il via libera anche alle diverse attività di formazione, fino a comprendere anche le scuole di musica.
Non ci saranno novità invece sulle disposizioni per i centri commerciali, che, anzi, dovrebbero rimanere fermi alle vecchie disposizioni per diverso tempo ancora per quanto riguarda la normativa su festivi e prefestivi.
Un passo in avanti potrebbero invece farlo bar e ristoranti che, in virtù di apposito codice Ateco, già riconosciuto da diversi Comuni e Regione, ma non ancora confermato dai prefetti, potrebbero chiedere di fare servizio mensa, all’interno dei loro locali, con tutte le precauzioni anti-Covid, esclusivamente di giorno, per i dipendenti che lavorano in presenza, in azienda o in ufficio, e non hanno una mensa autonoma.
La zona arancione potrebbe consentirlo. Anche se resta la preoccupazione per i numeri del Covid, che in Umbria stentano a scendere (la percentuale di positività rispetto ai tamponi eseguiti è per la seconda volta consecutiva più alta di quella italiana, il numero dei positivi, poco meno di 300, è ancora troppo elevato, come sono ancora in crescita gli attualmente positivi: oltre i 4500) e questo fa pensare che le autorità sanitarie tenderanno a mantenere un rigoroso controllo in questi delicati giorni, per evitare peggioramenti e l’avvicinarsi di una “zona rossa”, che non è al momento così lontana (l’unico importante dato positivo è quello dei ricoveri che è stabile, in discesa nelle terapie intensive).
#coronavirus #umbria #covid19 #scuola #marcobrunacci #polepolitk


