Scuola e Covid, prima chiedono il parere di Cts e sanità, poi via al carnevale dei sindaci. Chi chiude, chi no, chi forse. Per i loro errori pagheranno gli umbri

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Romizi (Perugia), il più serio, stop da martedì. Ma anche Gubbio e Foligno ragionano. La curva degli ultras: da San Venanzo a Marsciano (terra di cinghialari?), da Spello a Panicale. E il resto del Trasimeno vuol tenere aperte le elementari. L’Umbria zona più a rischio d’Italia grazie a loro?

di Marco Brunacci

PERUGIA – Non fosse che pagheranno tutti gli umbri, nel tritacarne mediatico della zona a più a alto rischio d’Italia per colpa (o disattenzione o sottovalutazione) di 19 comuni (e 10 più piccoli ma con molte più attenuanti). Non fosse che pagheranno in termine di posti di lavoro, di capacità di ripartenza dell’economia, sarebbe chiudere qui dicendo: peggio per loro.
Non è così.

Brevissimo riassunto delle puntate precedenti: i sindaci dei Comuni rosso cupo dell’Umbria (tre quarti dell’Umbria è quasi zona bianca fin da ora) vanno a chiedere in Regione cosa possono fare.
La governatrice Tesei usa tutto il tatto istituzionale, non forza la mano, dice giustamente che non può fare comunque ordinanze regionali perchè colpirebbe anche i comuni virtuosi (in netta maggioranza) e chiede ai sindaci rosso cupo di fare tutto il possibile per rimediare.
Partono iniziative, in ordine sparso, ma più o meno vanno nella stessa direzione. C”è chi si è dimenticato di controllare le abitudini dell’Umbria rurale, chi un occhio – colpevolmente -. sulle visite agli anziani soprattutto nelle strutture dedicate – chi non si è ricordato che la tradizione dei cinghialari e delle loro affollatissime cene, in tempi di Covid, va stroncata, punto e stop.
Bene o male, comunque, si parte. Il sindaco di Perugia Romizi dà il buon esempio, anche se Romizi ha solo una parte del suo grande territorio infestato dal rosso cupo, bene anche altri, destra e sinistra, qui non fa alcuna differenza, si tratta di serietà.
Finalmente si arriva al mistero insondabile dell’apertura delle scuole. Il Pids, partito ideologico della scuola che della scuola aperta a tutti i costi ha fatto una bandiera. Molto pià importante die morti di Covid, della capacità di risposta degli ospedali, del sacrificio dei sanitari, dell’assolutamente certo massacro dei posti di lavoro, della crisi economica debordante. delle famiglie in difficoltà. Ma l’ideologia fa così: acceca.
E ancora diciamo che va bene: ma che succede? I sindaci chiedono un parere al Comitato tecnico scientifico umbro e alla sanità, Ne esce un documento garbato, che non è un calcio negli stinchi di nessuno, ma per il fatto di essere garbato viene usato come un paravento.
Insomma: i sindaci, dopo aver chiesto il parere, dopo di fatto aver chiesto che la Regione si prendesse le responsabilità che loro non erano riusciti a reggere, che fanno?
Via col ballo in maschera, un carnevale dei sindaci, coriandoli, trombette e cotillon. Ognuno con una sua idea, “io non sono rosso”, “io sono meno rosso di altri”, “io decido io”.
I sindaci seri si sono segnalati subito: questa è l’indicazione dei tecnici, noi le rendiamo operative. Romizi a Perugia, ma anche Gubbio, Torgiano, Foligno, dopo tentennamenti.
Invece da San Venanzo a Marsciano (terra di cinghialari?), da Spello a Panicale tutti a dire che le loro scuole qui e le loro scuole là.
Bene: cosa volete fare contro il gran numero dei contagi? Chiudere le vostre aziende, tutte le attività commerciali? Cos’altro? Avete capito che non potete andare avanti con questi numeri.
Non si dica del Trasimeno: tutti seri e pensosi: l’idea è annunciare lunedì pomeriggio, a un passo dal martedì, che le elementari restano aperte come succede nelle zone rosse. Ma qui siamo rosso cupo, lo hanno capito?
E l’Umbria non è zona rossa solo perché ci sono sessanta sindaci che hanno lavorato meglio di loro. Ok?
Conclusione: da martedì le scuole dalle elementari alle superiori si dovrebbero fare – così dicono i tecnici della Regione – in Dad. Ma è in pieno svolgimento il carnevale dei sindaci: distinguono, obiettano, dopo non aver capito nulla di quello che stava succedendo nel loro territorio, ecco chi fa il filosofo o chi si nasconde per non ammettere che non vuol perdersi il consenso di quel gruppo o di quell’altro. Destra e sinistra non si distinguono affatto. Andassero a lezione dallo sceriffo di Gualdo Tadino che in due settimane di interventi radicali ha cambiato la situazione del suo Comune, signor Massimiliano Presciutti (Pd).
Peccato per gente seria e responsabile come i Romizi e gli Stirati. Domani alle 11 si terrà una riunione per cercare di capire se i ragazzi vanno a scuola e quando. Quindi torna il pathos. Tanto per non dare la possibilità alle famiglie di organizzarsi.
Ma, visto che si trovano, perché non decidono verso mezzanotte per la mattina dopo? Non è una buona idea? In questo carnevale ogni scherzo vale, no?

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