Andrea Romizi, sindaco di Perugia (foto Settonce, riproduzione riservata)

Sos chiusure: da Fratta Todina a Giano al Trasimeno ecco i comuni da rosso cupo. Offensiva di Romizi a Perugia: piazze chiuse e maxicontrolli

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | L’allarme della sanità. Accuse contro l’inerzia dei sindaci. Situazioni al limite anche a Marsciano e Gubbio. Intanto nel capoluogo primi provvedimenti restrittivi già da oggi per le festività di San Costanzo. Attesa per le scuole

di Marco Brunacci

PERUGIA – Adesso è il momento di fare sul serio: ci sono 6 comuni che superano il livello statistico di 500 casi ogni 100mila (Fratta Todina, che batte ogni record con 1021,26, poi Deruta a 714, Torgiano, Bevagna, Giano dell’Umbria a 570,41 e Collazzone).

Un tasso che esiste sono in una zona della Provincia di Bolzano e in un piccolo pezzo del Friuli. Non sta né in cielo né in terra che i sindaci non intervengano immediatamente perché così si rischia di consegnare a una irreversibile (per settimane) zona rossa l’Umbria intera, che in questo momento – e per colpa di alcuni Comuni e inadeguate risposte di alcuni sindaci – soffre più di tutti la recrudescenza del virus (si era già intuito che era partita a Natale una vera fase 3).
Ancora numeri sconcertanti: ci sono comuni che hanno percentuali sui cento abitanti del 15 di positività (sempre Fratta Todina), ma anche un preoccupantissimo 13.8 di Magione che è stato il centro del contagio di tutta la zona dl Trasimeno, da Passignano a Tuoro, con punte a Castiglion del lago. Come pure ne hanno risentito in maniera diretta anche le frazioni della zona ovest di Perugia, alcune molto popolose.
Tra i centri più grandi, fuori scala sono i numeri di Marsciano, che sfiora il 9% di tasso di positività ed è a 414,56 se il raffronto statistico si fa con i 100mila. Spello ha 315 (per centomila), Corciano 261, che è comunque sopra il 250 considerato il limite massimo per non entrare in zona rossa.
Preoccupazione anche per Gubbio che sta risalendo nella statistica dei contagi ed è uno dei Comuni che hanno più forti tensioni in questo momento.
Resta ora Perugia, lasciata per ultima perché il suo 360,34 (su centomila) rispecchia un territorio molto vasto, colpito dal virus in maniera assai diversa ma che comunque non può più prescindere da radicali e immediati interventi per rimettersi in linea con altri grandi centri regionali, che hanno invece recuperato dopo un post Natale molto difficile (Città di Castello come Gualdo Tadino, dopo i grandi problemi di inizio anno legati alle case di riposo delle loro zone).
E il sindaco Romizi ha avvertito l”urgenza del problema e ha voluto essere il primo a passare al contrattacco, nonostante – come si è detto poco sopra – le differenze che si cono nel vasto territorio comunale: ha messo in campo tecnici, funzionari e si è messo al telefono in prima persona per studiare il piano più efficace insieme con i responsabili regionali della sanità.
Già oggi con la festività di San Costanzo si vareranno misure molto restrittive. Per la sera e per tutto il week sono attese chiusure delle vie e piazze più frequentate in centro storico, si tornerà probabilmente alla recinzione delle scalette di Palazzo dei Priori e del Duomo, ma stavolta unite – dopo le giuste rimostranze degli esercenti del centro – anche a supercontrolli nelle frazioni, da dove arrivano gran numero di contagi.
Toccherà all’assessore alla sicurezza Merli scendere letteralmente in piazza per far rispettare i limiti. Le iniziative verranno limate, con tutti gli esperti, in queste ore, ma nel mirino ci sono anche altre possibili centri di aggregazione (forse i parchi, di sicuro i distributori automatici). Ci saranno iniziative anche per le scuole medie inferiori ed elementari, dove il contagio entra con numeri preoccupanti.

Un’idea, sperimentata in altre regioni, è di mandare in giro per la città la polizia locale in forze, ma non tanto per fare multe ma piuttosto munita di altoparlanti, per dissuadere la gente a fare assembramenti.
Per la scuola superiore: tornare subito alla Dad fatta da casa, con tanti che insistono per continuare in presenza, non sembra facile da praticare. Ma di sicuro sarò necessario schierare tutti i controllori disponibili di Busitalia alle fermate dei bus e dentro i bus.
L’offensiva annunciata da Romizi è la prima e ci augura subito efficace. Ma tutti gli altri devono seguire. Basta complice benevolenza che si trasforma in un vero danno per tutti
L’assessore alla sanità Coletto e il direttore generale Dario sono stati chiari: «Servono interventi immediati». Non sono esclusi a questo punto, per chi non ottempera, anche denunce o iniziative forzose, per quel che la legge consente.
E’ chiaro che un pezzo di Umbria non sta reagendo come dovrebbe. E questo è inammissibile. Dove sono finiti i sindaci sceriffi a Marsciano o Torgiano, se poi non seguono fatti? E Giano? E Collazzone? E tutto il Trasimeno, da Magione a Corciano a Passignano? E Gubbio? A questo punto anche la sola negligenza diventa un delitto.
E’ il momento piuttosto di far vedere se esiste una classe di sindaci all’altezza dell’emergenza. Evitare la zona rossa ancora si può, ma c’è pochissimo tempo.

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