«Umbria arancione, adesso si pensi agli adolescenti»

Andrea Fora chiede alla Regione «la ripartenza minima delle attività di socialità contro un disagio psichico fortissimo»

PERUGIA – «L’annunciato inserimento dell’Umbria in zona arancione non deve significare ancora una volta che a pagare il conto siano i più fragili e gli adolescenti.

La Regione stipuli anche protocolli più restrittivi con associazioni ed operatori ma riapra alla socialità. Si consenta l’accesso ai bambini e ai ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative con l’ausilio di operatori, all’interno di specifici protocolli di sicurezza»: lo chiede in una nota di palazzo Cesaroni il consigliere regionale Andrea Fora (Patto civico per l’Umbria). Fora parla di un «disagio psichico fortissimo che purtroppo sta portando anche nella nostra regione a episodi gravissimi, che debbono interrogarci fino in fondo come rappresentanti delle Istituzioni. Occorre riaprirci alla socialità, con regole ferree e controlli molteplici e severi. Sanzioni dure per chi non rispetta le norme di sicurezza per l’emergenza covid, ma occorre tornare ad iniettare pillole di socialità per i ragazzi, perché dalla relazione con gli altri c’è la linfa e la motivazione per il vivere. Associazioni, oratori, scout, scuole di musica, attività ed esercitazioni del mondo legato allo spettacolo teatrale, alla danza, con lezioni individuali in presenza nel rispetto di tutti i protocolli anti covid e distinguendo le norme in base alle attività corsistiche fra individuale (in presenza) e collettiva (da remoto): occorre ripartire, occorre ricostruire socialità contro la depressione, la solitudine e l’abbandono». «Le nuove restrizioni stabilite con l’odierno Dpcm nazionale – conclude Fora – dureranno fino al 5 marzo e non possiamo perciò come Regione continuare a negare ancora, ciò che altre Regioni consentono da tempo. Il costo umano e sociale, e di vite umane, sarebbe davvero troppo, troppo grave. Si proceda subito senza indugio».

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