Alla fine, con 24 ore di ritardo, torna la serietà: scuole chiuse dal 2 al 14, Romizi e Perugia guidano la scelta del rigore

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Dalla diffusione del documento dei tecnici della Regione che “suggerivano” la chiusura una lunga riflessione, ma il valzer dei sindaci si è subito fermato anche grazie a Stirati e Zuccarini. Il Trasimeno firma con obiezione. In 8 tengono aperto. Marsciano incomprensibile

di Marco Brunacci

PERUGIA – Alla fine tutto è bene quel che finisce bene. Onore al merito al sindaco Romizi a Perugia, come Stirati a Gubbio e Zuccarini a Foligno, che hanno scelto fin da subito di prendere molto sul serio il richiamo a una stretta anti Covid nei rispettivi comuni e che hanno capito che chiudere le scuole (dal 2 al 14) come “suggerito” in maniera pressante dal Comitato tecnico scientifico attivato dalla Regione, non era altro se non una scelta dettata dal buon senso e dai numeri.

E serviva a correre ai ripari per sdruciture nel tessuto di contenimento del virus che erano state molto pesanti e avevano portato l’Umbria ai vertici nazionali del contagio, con una serie di potenziali effetti a catena deleterei per questa fase e per la fase della ripresa post Covid (quando arriverà).
Ma, per via di sindaci o indecisi o dubbiosi o o ideologizzati o incapaci di prendere decisioni impopolari, ci sono volute 24 ore in più prima di arrivare alla scelta definitiva, 24 ore “rubate” alle famiglie umbre, che potevano organizzarsi meglio e con più largo anticipo, rispetto alla data fissata, quella di martedì 2.
I lettori di Cityjournal hanno potuto seguire l’iter di quello che è successo, dalla nota ufficiale della sanità regionale, delle 12 di domenica, per passare al travaglio dei tanti sindaci tentennanti, fino alla decisione, in un sussulto, un po’ tardivo, di chiudere dal 2 al 14 le scuole (Perugia dalle elementari alle superiori, Gubbio si ferma a venerdì prossimo per poi decidere se continuare, mentre Foligno chiude non solo elementari, medie inferiori e superiori, ma anche gli asili).
Da domenica Cityjournal aveva tentato in ogni maniera di spiegare, ma trovando un muro di obiezioni, che come caratteristica comune avevano e hanno quella del non rendersi conto della situazione così com’è, diventata improvvisamente grave e di fronte alla quale era e è indispensabile una svolta. Tenendo presente che il pezzo più grande dell’Umbria ha registrato e registra numeri da zona bianca.
Nonostante tutti i ragionamenti e le spiegazioni, comunque ci sono 8 comuni (su 31, se ne sono aggiunti 2 ai 29 sopra i 200 casi per centomila abitanti, dato statistico che fa scattare la zona rossa) che hanno scelto di tenere aperte le scuole. Alcuni sono molto piccoli e avevano la possibilità, offerta dai tecnici, di risolvere diversamente la loro emergenza. Per uno di questi, Marsciano (terra di cinghialari), invece, non si riesce a trovare spiegazione. E l’unica speranza che questa scelta non si trasformi in problemi per i Comuni limitrofi e per il resto dell’Umbria.
I sindaci della zona del Trasimeno ci hanno tenuto a sottolineare -adottando il provvedimento di chiusura delle scuole – le loro perplessità. Cos’è? Qualcuno pensa che chiudere le scuole sia una bacchetta magica? Si tratta di una pezza messa su un abito strappato, tanto strappato. Ed è un segnale che dice questo: i numeri sono troppi alti per potersi permettere altri rischi. Per questo motivo le proteste del Pids, partito ideologico della scuola, sono da considerarsi, di fronte alla realtà così com’è, petulanti e uggiose.
Ultima nota: l’unico sindaco dei 31 che ragionevolmente poteva obiettare di fronte ai numeri, distribuiti in maniera difforme nel suo molto vasto territorio comunale, era il sindaco di Perugia Romizi. Che abbia scelto fin dall’inizio la strada della coerenza e del rigore gli fa onore. Alla serietà e al senso di responsabilità si devono sacrificare anche consensi, come è successo ad altro sindaco (Presciutti) che ha scelto nelle passate settimane di chiudere Gualdo Tadino per stroncare – con successo – i troppi contagi. Due sindaci, partiti e linee politiche diverse, medesima coscienza amministrativa.

#coronavirus #umbria #covid19 #mascherina #comuni #zonarossa #marcobrunacci #polepolitik

La Fiorita di Castelluccio rappresenta l’Italia al Rural Inspiration Award 2021

Covid, ancora più attenzione in centri commerciali e supermercati