POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Con i numeri di oggi scatterebbe l’automatismo previsto, ma c’è qualche tensione sulla curva, finora in calo, dei contagi che arriva subito dopo (una coincidenza?) della riapertura delle elementari. La necessità di fare verifiche sui monoclonali
di Marco Brunacci
PERUGIA – Ultime dal pianeta Covid. Prima scena.
Se gli integralisti della chiusura oltre ogni limite, perchè così facciamo vedere quanto siamo seri e “scientifici” (un anno e più di fallimenti non è bastato, nessuno ha trovato in questo frattempo una via d’uscita, una ricetta vincente contro il subdolo virus, ma almeno altri evitano di atteggiarsi col ditino alzato e fare i professori del sai tu che), prendono fiato, forse si arriva a un mediazione tra Governo e Regioni nel consiglio dei ministri di domani. L’ipotesi è quella di dare il via a un automatismo, che, con i numeri per esempio dell’Umbria di adesso, una Regione possa autoproclamarsi, in maniera automatica, in zona gialla. Magari potrebbero essere previste regole un po’ più restrittive: si parla di chiudere i ristoranti alle 15 invece che alle 18 e i bar alle 16 invece delle 18. A questo si aggiungerebbe la possibilità di spostarsi all’interno della propria regione senza limitazione.
L’automatismo, inoltre, scatterebbe non prima di metà aprile se non addirittura dal lunedì lunedì 20. E con la zona rossa in tutta Italia confermata per le festività del primo maggio e del 25 aprile. Questa la mediazione alla quale si sta lavorando.
Sempre che l’ardimentoso schieramento degli Autoproclamati Seri, che pure ha inanellato una serie di debacle spaventose, se ne faccia una ragione. Si vedrà se si va a una soluzione di buon senso o verso un’altra intemerata con sacrifici umani sotto il totem del lockdown.
C’ENTRA NIENTE LA SCUOLA?
Seconda scena. Qualcuno ha notato che la curva discendente nei numeri del Covid della provincia di Perugia sta avendo degli improvvisi stop, dai nuovi casi ai ricoveri agli attualmente positivi?
Potrebbe anche essere fisiologico, una curva che diminuisce risente sempre di fattori di tensione che la riportano in alto, prima di appiattirsi su valori bassi o bassissimi.
Ma una riflessione dovrà essere pur fatta: c’entrerà qualcosa la riapertura delle scuole elementari? Si tratta solo di un caso? C’è comunque chi sta monitorando, in Regione, nelle Asl, con attenzione il fenomeno? Al di là degli ideologi che pontificano senza voler guardare i numeri, vogliamo fare qualche ricerca per segnare almeno qualche punto fermo?
Naturalmente se lo schieramento degli Autoproclamati Seri consenta la verifica.
VERIFICA SUI MONOCLONALI
Terza scena. Ci sono segnali (possono essere solo segnali e non trovare poi conferma nei prossimi giorni, ma intanto ci sono) sulla mortalità che alimentano qualche speranza. E allora sotto con una verifica fondamentale: i casi trattati con anticorpi monoclonali, che al momento sono in fase sperimentale, hanno dato risultati soddisfacenti? Si intende procedere su numeri maggiori di pazienti? Che cosa c’è di incoraggiante e cosa da rivedere?
Lo schieramento degli Autoproclamati Seri ha per mesi puntato tutto sul lockdown e si è fatto soffiare sotto il naso i vaccini. Ora punta tutto i sui vaccini e non si rende conto dell’importanza di avere una cura affidabile per il Covid, che può essere rappresentata dagli anticorpi monoclonali.
Naturalmente quando si parla di cura per il Covid non si dice di una soluzione finale contro ogni tipo di malattia, e questo bisognerà pur dirlo in questa fase di totale sbandamento, di corto circuito tra scienza-informazione-politica-potere economico.
Per chiudere il cerchio va segnalato infine che Pfizer ha già messo in sperimentazione, fase 1, una pillola antivirale che dovrebbe essere – se ci sarà verifica – una terapia specifica contro il virus. Gli Autoproclamati avranno chiesto informazioni o per colpa loro, tra qualche mese, si dovrà andare a pietirne qualche dose dagli Avveduti?
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