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Perugia, conferimento della cittadinanza onoraria ai minori stranieri residenti: la commissione dice no

Lucia Maddoli (Idee Persone Perugia): «Ci riproviamo in consiglio comunale. Mancano lungimiranza politica e capacità di leggere la realtà»

PERUGIA – Comincia con una bocciatura, «compatta e senza alcuna esitazione, indice di una totale assenza di lungimiranza politica e capacità di leggere la realtà da parte della maggioranza», il percorso della proposta avanzata dai gruppi di opposizione in consiglio comunale a Perugia – Idee Persone Perugia, Partito Democratico e Rete Civica Giuliano Giubilei – di conferire la cittadinanza onoraria ai minori stranieri residenti in città, «un atto che è di assoluto buon senso».

La proposta, presentata in IV Commissione consiliare da Lucia Maddoli, consigliera del gruppo di opposizione Idee Persone Perugia, è stata infatti respinta: ora andrà in Consiglio comunale, ma l’esito appare già segnato, anche se nei giorni scorsi aveva già raccolto il plauso di associazioni e realtà della società civile. «È una bocciatura – sottolinea con delusione Maddoli – che denota una totale mancanza di sensibilità per il disagio e la frustrazione vissuta da tanti bambini e ragazzi di origine straniera che sono nati e vivono nella nostra città, che frequentano le nostre scuole insieme ai nostri figli, ma sono costretti a vivere da stranieri in quella che è anche la loro terra, non potendosi così sentire pienamente inclusi nella nostra comunità. Come si fa a non capire che questi atteggiamenti di chiusura verso i ragazzi delle seconde generazioni porteranno in futuro solo a conflittualità e problemi? Certamente il conferimento della cittadinanza onoraria è un atto simbolico, ma fortemente significativo: avrebbe consentito di dare una risposta forte come città alle polemiche legate al caso Suarez, contribuendo a ripristinare un senso di fiducia nei ragazzi stranieri di seconda generazione verso le istituzioni facendoli sentire accolti».
L’idea è quella di una cerimonia – compatibilmente con le regole di sicurezza sanitaria legate al Covid – per coinvolgere alcuni ragazzi/e e bambini/e in rappresentanza di tutti i minori stranieri residenti a Perugia, con la contestuale consegna da parte del Sindaco di una copia della Costituzione italiana. Un’iniziativa fortemente simbolica, attraverso la quale chiedere anche un rinnovato impegno dei Deputati e Senatori eletti in Umbria a farsi portatori, in sede parlamentare, delle istanze dei minori stranieri di seconda generazione, riaprendo il dibattito legislativo sulla riforma della legge sulla cittadinanza in direzione del cosiddetto “jus culturae”. La normativa tuttora in vigore, la 91/1992, prevede infatti un’unica modalità di acquisizione chiamata ius sanguinis (“diritto di sangue”), secondo la quale un bambino è italiano se almeno uno dei genitori è italiano, e prevede inoltre che chi nasce in Italia da genitori stranieri deve attendere il compimento della maggiore età per richiedere la cittadinanza italiana. Tale normativa non risponde alle esigenze degli stranieri di seconda generazione, in primis perché esclude per diversi anni dalla cittadinanza e dai suoi benefici decine di migliaia di bambini nati e cresciuti in Italia.

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