POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | In campo gli atenei di tre regioni (Umbria, Abruzzo, Molise), tre fondazioni (tra cui la Carispg) e le tre Confindustrie. Accordi con banche e Cassa depositi e prestiti. Si parte subito. Il rettore Oliviero e la grande scommessa
di Marco Brunacci
PERUGIA – Emergenza lavoro, obiettivo giovani. Ma non solo. L’Università si rimbocca le maniche e mette in campo un think thank che non pensa soltanto, ma propone rotte per navigare nella tempesta che si scatenerà quando certe misure economiche antiCovid (a partire dal blocco dei licenziamenti) cesseranno. E sarà indispensabile trovare porti sicuri, per non soccombere ai venti e alle alte onde.
E allora: parte Hamu, un bel logo, per una operazione che mette insieme gli sforzi di tre regioni, Abruzzo, Molise, Umbria, e delle loro Università,(Unipg, Univaq, Univpm, e il Gssi, il Gran Sasso science institute), con le tre Confindustrie (L’Aquila, Marche, Umbria), e tre importanti Fondazioni come la Aristide Merloni, la Cassa di risparmio di Perugia e la Magna Carta.
Finalità e scopi, pochi chiari, grandi scommesse sul futuro, ma è come sporgere la testa sul baratro: prendere atto di quanto è alto e provare a non finirci dentro.
Ecco le tre linee strategiche:
- creazioni di start up e nascita di nuove attività imprenditoriali.
- crescita delle dimensioni delle imprese
- sviluppo del capitale umano e competitività territoriale.
Per dirla facile: tutto quello che può essere messo in campo per lo sviluppo economico, sapendo che non si può far violenza al mercato, ma si devono sostenere esperienze compatibili.
Quindi ecco i progetti strategici, con una prospettiva interregionale di crescita:
1. Hamu sarà anche un luogo di confronto tra soggetti depositari di conoscenze tecnologiche finalizzate allo sviluppo digitale e soggetti con forte spirito imprenditoriale disponibili a investire risorse umane e finanziarie in percorsi di crescita imprenditoriale
2. Hamu si impegna anche a esplorare proposte di politica industriale inerenti a fondi strutturali delle politiche di coesione e i fondi di Next Generation, Green deal e altri fondi europei che possono determinare effetti nel territorio interregionale.
Spiega il rettore dell’Università di Perugia, Maurizio Oliviero, presidente in coming della nuova associazione, «la riorganizzazione del sistema bancario sul territorio con l’arrivo di grandi player nazionali e internazionali e la decisione di Cdp di realizzare uffici territoriali nelle tre regioni, favoriscono la nascita di un hub che rifletta adeguatamente sugli indirizzi di competitività territoriale in una prospettiva interregionale di crescita, sostenibilità, sicurezza e connettività».
Va da sé che Hamu interagirà con le istituzioni nazionali e regionali.
E al di là dei bei termini usati, in questo sforzo ci sono le basi, i denari, le indicazioni dei fondi europei da utilizzare, le competenze, per fare qualcosa di più di uno squillante cembalo, di una vuota cassa di risonanza, di uno tavolo di riunioni in più. E dato che c’è un bisogno estremo di ripartire e la scommessa è altissima, è il momento di crederci e anzi di spingere sull’acceleratore. Fin da subito.
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