POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il piano di rilancio adesso è chiaro, l’incognita è sempre il Covid, ma da qui passa la possibilità di far ripartire l’Umbria dopo anni di Pil in calo ed economia in ritirata. Tutte le destinazioni (prenotabili) della nuova gestione
di Marco Brunacci
PERUGIA – Se un volo (due volte a settimana) per Olbia o uno per Vienna fanno primavera.
La nota ufficiale dell’Aeroporto San Francesco, con tutte le scadenze per le varie ripartenze degli aerei dallo scalo perugino, sempre che il Covid faccia respirare, la pubblichiamo qui di seguito.
Ma alcune considerazioni sull’importanza del riposizionamento e il rilancio del San Francesco sono necessarie per capire quale partita si sta giocando in questo delicatissimo contesto.
Prima: l’Umbria ha avuto finora un aeroporto-flipper: ogni tanto partiva un aereo per lo sai tu quale destinazione, ma soprattutto lo sai tu perché. Ora il tentativo è di mettere intorno a un tavolo le compagnie interessate a volare qui e dare un senso a un intreccio di collegamenti che hanno come finalità e scopo quello di rimettere l’Umbria al centro di un movimento turistico nazionale e internazionale, facendola diventare una meta facile da raggiungere con il mezzo più comodo che ci sia, l’aereo.
Il San Francesco dovrà fare incoming. Questa è l’idea. Ed è anche una scommessa. Ma che non si può eludere.
Seconda: per far ripartire l’Umbria è indispensabile avere uno scalo efficiente che – come dire – sia in grado di “colloquiare” con l’Europa, avendo come hub Monaco e una rete di spostamenti di base che deve tornare utile all’economia di questa regione, ancora tanto indietro rispetto al ruolo che deve ricominciare ad avere in un contesto nazionale e internazionale,
Terza: non è l’aeroporto che farà la differenza per riuscire a recuperare anni di Pil in caduta, ma senza l’aeroporto non si tornano a scalare le pareti scivolose del Pil. E’ una rondine che contribuisce a fare primavera. Una promozione che ti consente di giocare in una serie superiore rispetto all’attuale. Ecco perchè merita tale e tanta attenzione.
Quarta: per rendere operativi tutti i voli che vedete qui sotto elencati, nuovi e riproposti – ma stavolta non a casaccio, senza un piano coerente – serve una ricapitalizzazione adeguata, calcolata in diversi milioni, per raggiungere l’obiettivo di uno scalo con 500-600 mila passeggeri all’anno.
I soci della Sase, la società di gestione, sono stati allertati e hanno dato disponibilità, anche se l’impegno è gravoso. Si attende – come annunciato da City journal – l’arrivo di un investitore finanziario, ma prima l’offerta deve essere ben definita e i contorni del business delineati.
E allora tocca alla Regione fare la prima mossa. Per ora sono state ripianate perdite delle gestioni precedenti. Adesso basta scelte improvvisate e senza prospettive chiare. Si tratta di mettere risorse per lo sviluppo. Si rischia? Sì. Ma non c’è alternativa. Sempre sperando che il Covid consenta di respirare e la campagna vaccini fili veloce come deve, nonostante i tanti sciocchi presunti esperti menagrami e i missili traccianti nel cielo delle guerre commerciali e geopolitiche alle quali la piccola Umbria (ma mi sa tanto anche l’Italia) possono solo assistere impotenti.
E allora segnarsi mete e possibilità di spostamento. Pronti con le prenotazioni. Se decolla l’aeroporto, vuol dire che c’è il disco verde per far decollare anche l’Umbria.
LA NOTA DELL’AEROPORTO
Le Compagnie Aeree, con cui la Direzione dell’Aeroporto “San Francesco d’Assisi” ha mantenuto uno stretto dialogo durante tutto il difficilissimo periodo legato alla pandemia, hanno ufficializzato in questi giorni la loro programmazione per la prossima estate 2021.
Pur con tutte le incertezze che ancora permangono circa la rapidità della ripartenza di tutte le attività economiche, fra cui il turismo e il trasporto aereo, la programmazione dei voli da parte di tante Compagnie aeree è un dato confortante che induce a guardare con ragionevole ottimismo al superamento di questo delicato momento.
Nello specifico è stato riprogrammato a partire dal 24 aprile prossimo il volo su Rotterdam con due frequenze settimanali operato da Transavia: parimenti continuano i voli settimanali su Trapani operati da Taranjan Jet.
Il primo maggio è programmato il volo per Palermo, mentre il 3 maggio sono programmati i voli per Cagliari (nuova rotta) e Lamezia; infine, il 4 maggio è programmato il collegamento per Catania. Tutte le destinazioni sono operate con due frequenze settimanali da Ryanair.
A giugno è programmata la ripresa dei voli su Londra Stansted da 3 fino a 6 voli settimanali (a seconda della domanda) così come per Malta e Bruxelles con due frequenze settimanali. Anche questi voli saranno operati da Ryanair con B737-800 e B737 Max da oltre 200 posti
Il 15 giugno è programmata la ripresa del collegamento con Tirana con due voli settimanali operati da Albawings
Costituisce una novità il volo di Vienna che è programmato da giugno e che sarà operato due volte la settimana da Laudamotion del gruppo Ryanair.
Non ultima, infine, l’arrivo di una doppia frequenza settimanale su Olbia che partirà il 6 giugno e che sarà operata dalla compagnia aerea Lumiwings.
Giova sottolineare che i voli sopra indicati sono al momento allo stadio di pubblicazione e sono disponibili alla vendita. Saranno i prossimi sviluppi della crisi globale che determineranno la loro concretizzazione, totale oppure parziale. Allo stato, tutto lascia pensare per il meglio.
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